
L'amministrazione Obama sta pensando di modificare la regolamentazione dei processi davanti alle commissioni militari speciali per i sospetti di terrorismo detenuti a Guantanamo, per permettere a quelli che rischiano la pena di morte di dichiararsi colpevoli. In questo modo per i rei confessi si potrebbe evitare di usare nei processi testimonianze ottenute con la tortura. Lo scrive oggi il New York Times. Il New York Times spiega che modifica è contenuta in un progetto di legge elaborato dal ministro della Difesa Robert Gates e che sarà presentata al Congresso. La legge attuale non chiarisce se le dichiarazioni di colpevolezza siano permesse nei casi che prevedono la pena di morte di fronte alle commissioni militari speciali. I tribunali civili Usa permettono queste dichiarazioni, mentre i tribunali militari ordinari non le prevedono. Cinque detenuti di Guantanamo che rischiano la pena di morte per aver pianificato gli attentati dell'11 settembre, fra i quali il presunto organizzatore, Khalid Sheikh Mohammed, nel dicembre scorso hanno dichiarato di volersi dichiarare colpevoli, per ottenere a loro giudizio il martirio. Il giudice non si è pronunciato a causa dell'ambiguità della legge. Secondo il New York Times, la possibilità per gli imputati di dichiararsi colpevoli eliminerebbe contestazioni durante il processo in caso di testimonianze ottenute con la tortura, permessa entro certi limiti dalla amministrazione Bush. ATS
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