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Estero
Guantanamo: Amnesty accusa Obama, promessa non mantenuta
Redazione
13 anni fa

Gli Stati Uniti decidano finalmente di chiudere Guantanamo e la facciano finita con l'ipocrisia sulla tutela dei diritti umani. Così Amnesty International attacca l'amministrazione americana, a cinque anni esatti dall'emanazione dell'ordine presidenziale con cui Obama, appena eletto, decise la chiusura del carcere speciale nella base militare a Cuba, "il più presto possibile o al massimo entro un anno". Una promessa mancata che resta tuttora una ferita aperta e da anni provoca lo scontro tra le associazioni umanitarie e la Casa Bianca. "Il presidente Obama - attacca Steven W. Hawkins, direttore esecutivo di Amnesty International Usa - ha messo Guantanamo nel dimenticatoio e a cinque anni dal suo decreto, continua ancora la detenzione a tempo indeterminato e i processi iniqui. È un bene che il presidente continui a essere fortemente impegnato a mantenere la sua promessa, ma il problema e che, se e quando lo farà, sarà comunque troppo poco e troppo tardi. In gioco c'è la sua eredità e il tempo è cruciale. Ogni giorno che il centro di detenzione rimane aperto, il governo degli Stati Uniti va contro il diritto fondamentale ad avere un giusto processo". E in effetti, a dodici anni dalla sua apertura, a Guantanamo sono ancora richiusi oltre 150 uomini, e la maggior parte di loro, ricorda Amnesty, senza un'accusa né un processo in corso.

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