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Estero
Guantanamo: 1 su 7 scarcerati torna a combattere, Pentagono
Redazione
17 anni fa

Un ex detenuto su sette, tra i 534 che hanno lasciato negli ultimi anni il carcere militare americano di Guantanamo, è tornato a combattere o a svolgere attività militante in organizzazioni terroristiche. Lo rivela un rapporto del Pentagono non ancora reso pubblico, di cui il New York Times ha ottenuto una copia. Le rivelazioni arrivano nel giorno in cui sono attese una serie di nuove indicazioni dall'amministrazione Obama sul futuro di Guantanamo, e all'indomani di un allarme lanciato dal direttore dell'Fbi, Robert Mueller, sulla pericolosità di molti dei 240 detenuti che ancora si trovano nella prigione. Secondo quanto riporta il NY Times, il ministero della Difesa americano starebbe prolungando i tempi per la diffusione del rapporto, nel timore che possa diventare un'arma politica nelle mani dell'opposizione repubblicana, che critica la decisione di chiudere Guantanamo e trasferire i suoi detenuti sul suolo americano e in altri paesi disponibili ad accoglierli. Il rapporto afferma che 74 ex prigionieri sono tornati al terrorismo, e fornisce le identità di 29 di loro, ma non degli altri per ragioni di sicurezza nazionale e per operazioni di intelligence in corso. Tra gli ex detenuti identificati, ci sono Said Ali al-Shihri, sospettato di aver preso il comando di Al Qaida in Yemen e di aver lanciato un attacco lo scorso anno contro l'ambasciata Usa a Sanaa, e Abdullah Ghulam Rasoul, noto anche come Mullah Abdullah Zakir, che sarebbe ora un comandante talebano in Afghanistan. ATS

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