
Una trentina di israeliani e palestiensi, fra cui diversi ex combattenti feriti, passano insieme una settimana in Svizzera. Fanno parte del gruppo Wounded Xrossing Borders, che si propone di "gettare ponti" tra i popoli al di là della guerra e dell'odio. "La mia convinzione è che non ci sia una soluzione militare al conflitto", ha testimoniato oggi a Losanna Soulaiman, un palestinese: "sono di Ramallah. Sono stato incarcerato per dieci anni, dall'età di 14 anni. Fra gli israeliani che sono qui ci sono ex soldati e un guardiano di prigione. Immaginate come sia difficile". Per Soulaiman, come per l'israeliano Gadi, seduto allo stesso tavolo, il dialogo è tuttavia "il solo modo per arrivare alla pace". Il gruppo mira a stabilire un rapporto di fiducia tra i due popoli: "Fra gli israeliani, alcuni parlano in modo diverso rispetto ad alcuni mesi fa", afferma Gadi. Il gruppo Wounded Xrossing Borders esiste da oltre un anno, ma i suoi membri non avevano potuto incontrarsi dopo lo scoppio della guerra a Gaza. Invitati dall'associazione Coexistences, una trentina di loro hanno trovato in Svizzera un terreno neutrale dove dialogare, lontano dal conflitto israelo-palestinese. Arrivati domenica a Ginevra, soggiorneranno fino all'8 marzo a Crêt-Bérard, nel canton Vaud. La delegazione è stata ricevuta oggi a Losanna dal consigliere di Stato Philippe Leuba. Essa ha pure incontrato alcuni medici dell'Ospedale universitario vodese (CHUV) e membri di organizzazioni internazionali. ATS
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