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Estero
Grecia: torna tensione sociale, rimosso capo polizia
Redazione
17 anni fa

Il governo socialista greco ha oggi costretto alle dimissioni il capo della polizia, generale Vassilios Tsiatouras, al fine di calmare la piazza e la sinistra infuriate contro gli eccessi delle forze dell'ordine, ma anche per riformare un apparato vecchio e incapace di far fronte alle nuove sfide. Le dimissioni di Tsiatouras sono state chieste ed ottenute dal ministro per la Protezione del Cittadino, Michalis Chrisochoidis, dopo gli incidenti della scorsa notte quando uno scontro tra un gruppo di anarchici e poliziotti aveva spinto questi ultimi a compiere un raid in una libreria del centro di Atene dove si stava presentando un libro, fermando uno scrittore e membro del partito radicale di sinistra Syriza, Dimitri Papachristos, e due giornalisti. Immediatamente Syriza aveva denunciato l'azione come un atto ingiustificabile che rischierebbe di far ritornare il Paese ad "un regime di polizia". Chrisochoidis era intervenuto facendo liberare tutti e scusandosi con Papachristos, una delle voci degli studenti che dalla radio denunciavano il regime dei Colonnelli durante la rivolta del 1973, assicurando che non saranno più permessi "abusi" da parte delle forze dell'ordine. E neanche dodici ore dopo il ministro esautorava Tsiatouras, apparentemente per calmare le acque gonfiatesi negli ultimi giorni dopo le due grandi retate contro gli anarchici e gli arresti di alcuni di loro per aver partecipato alle dimostrazioni contro la morte sospetta di un giovane immigrato pachistano "picchiato e torturato" dalla polizia. Per chiedere la liberazione degli anarchici erano scesi in campo anche gli studenti occupando il rettorato di Atene ed altre facoltà e scuole in tutto il Paese. Studenti che oggi sono andati in piazza per denunciare la riforma universitaria che vorrebbe equiparare i 'college privati' agli atenei statali. Studenti che sono preoccupati anche dalla possibilità che il nuovo governo socialista sia tentato di riformare lo statuto dell'asilo universitario, ottenuto dopo la caduta del regime dei colonnelli. Le tensioni sociali estreme, che dopo l'avvento del governo socialista sembrano cresciute invece di diminuire, si erano manifestate ieri anche a Salonicco dove gruppi di anarchici avevano dato fuoco a automobili, distrutto vetrine di negozi e lanciato bombe a gas contro la Camera di commercio italo-greca. E l'ordine del giorno di quasi tutte le mobilitazioni, che continuano anche questa sera ad Exarchia, è contro "la repressione" al servizio della "nuova giunta". L'epurazione al vertice della polizia ha quindi lo scopo di calmare le acque, al pari del rilascio oggi a piede libero dei giovani anarchici arrestati per le manifestazioni contro la morte dell'immigrato pachistano, rilascio che potrebbe porre fine alle occupazioni. Ma l'esautorazione di Tsiatouras, già al comando nel dicembre scorso durante i gravi disordini che seguirono l'uccisione da parte di due agenti del quindicenne Alexis Grigoropoulos, era nell'aria da tempo. La sua rimozione era stata chiesta dall'opposizione per "manifesta incapacità" a garantire l'ordine pubblico già ai tempi della rivolta dicembrina. Ed era ormai data per certa, dopo che Chrisochoidis aveva già rinnovato i vertici dei servizi segreti. Gli incidenti di ieri appaiono dunque come un'occasione per proseguire nella riforma della sicurezza, in un momento generale di crisi in cui i gruppi armati anarco-insurrezionalisti appaiono sempre più minacciosi e rischiano di saldarsi, come già lo scorso dicembre, con la più vasta protesta sociale. ATS

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