
"Tra qualche anno la Grecia sarà forte e competitiva. Il nostro obiettivo è di uscire dalla crisi e dai memorandum restando nell'euro e nell'eurozona". Lo ha detto, con toni ottimistici, il primo ministro greco Antonis Samaras annunciando la conclusione delle trattative con i rappresentanti della troika (Fmi, Ue e Bce). Riferendosi all'accordo raggiunto sullo spinoso problema dei licenziamenti nel settore pubblico, Samaras ha detto che esso prevede il licenziamento di 15.000 dipendenti statali, 4.000 dei quali entro la fine del 2014. La misura, ha spiegato il premier, riguarda gli impiegati che sono già stati condannati per reati penali o di carattere amministrativo, oppure quei lavoratori che vorranno andare in pensione volontariamente o i cui posti di lavoro saranno aboliti. Parte degli impiegati licenziati, ha detto ancora Samaras, sarà rimpiazzata con nuove assunzioni. Rispondendo al leader di Syriza, che ha definito l'accordo "un sacrificio umano", Samaras ha detto che si tratta di una "rivalutazione" dell'amministrazione pubblica e di una "richiesta della società". Inoltre, ha aggiunto il premier, nel prossimo controllo da parte della troika sull'andamento dell'attuazione del piano di risanamento, previsto a giugno prossimo, non si esclude una possibile revisione di qualche aliquota dell'Iva, come quella sulla ristorazione, che attualmente è al 23%. ATS
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