
Migliaia di detenuti sono in sciopero della fame in almeno sei carceri della Grecia per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a vivere. Le autorità temono che la protesta possa degenerare. Lo sciopero, secondo fonti ufficiali, è in corso nella prigione di Santo Stefano a Patrasso, di Korydallos ad Atene e in quella di Ioannina. Ma secondo l'Ong 'Iniziativa per i diritti dei detenuti' le proteste riguardano anche altri istituti di pena tra cui la quasi totalità dei detenuti di Malandrino, 200 km a Nordovest di Atene, dell'ala femminile del carcere di Tebe e di Grevena a Nord della capitale. La protesta è partita da Patrasso dove oltre 600 detenuti su 700 protestano contro il sovraffollamento della prigione, le condizioni sanitarie e alimentari nonché contro il regime di visite. Lo sciopero è iniziato all'indomani di una visita nel carcere del sottosegretario alla giustizia Apostolo Katsifaras che aveva sottolineato l'intenzione del nuovo governo socialista di "cambiare le cose" nelle vetuste e con insufficiente personale prigioni greche. La grande protesta coincide con il primo anniversario dello sciopero della fame che nel novembre dello scorso anno coinvolse una ventina di prigioni per due settimane provocando anche la morte di un detenuto. Ed ha lo scopo, secondo l"Iniziativa per i diritti dei prigionierì di sottolineare che nessuna delle promesse dell'allora governo di centrodestra, e che aveva consentito di porre fine alla protesta, è stata mantenuta. ATS
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