Cerca e trova immobili
Estero
Grecia: Karamanlis alle urne il 4 ottobre in piena crisi
Redazione
17 anni fa

Il premier greco Costas Karamanlis ha confermato che le elezioni anticipate si svolgeranno il 4 ottobre prossimo, in mezzo alla crisi più complessa della storia repubblicana del paese, e ha invocato un terzo mandato che i sondaggi dicono essere quasi impossibile. Karamanlis si è recato dal presidente Karolos Papoulias per informarlo della sua decisione di ricorrere al voto anticipato "nell'interesse del paese" e per chiedergli di sciogliere il parlamento lunedì prossimo. In un discorso televisivo dopo l'incontro, Karamanlis ha detto di aver spiegato al presidente che il voto è necessario per poter far fronte tempestivamente "alle gravi conseguenze della crisi economica" globale grazie a riforme che egli non ha potuto portare a termine. E per evitare "una prolungata campagna elettorale catastrofica per la nostra economia" fino al febbraio 2010, quando comunque si sarebbe dovuto andare alle urne anticipatamente rispetto alla normale scadenza del 2011. Il premier ha accusato infatti il partito di opposizione Pasok di avere condizionato a nuove elezioni i voti per la rielezione di Papoulias, candidato di Karamanlis e il cui termine scade a marzo. Karamanlis, eletto nel 2004 e confermato nel 2007, ha chiesto "un nuovo mandato" per realizzare, insieme ad una politica di rigido controllo della spesa, riforme strutturali per risanare il paese. "Messaggio parodia del premier: ho fallito, ma votatemi di nuovo" ha titolato stamane il quotidiano di centrosinistra Ta Nea. Mentre il giornale Niki annuncia: "Sta arrivando", sotto una grande foto del leader del Pasok, Giorgio Papandreou. Papandreou ha detto di esser pronto a governare per portare la Grecia fuori dalla tempesta e offrirgli "un nuovo inizio". Ma gli osservatori avvertono che il Pasok potrebbe non riuscire ad ottenere la maggioranza necessaria a governare, il che determinerebbe un grave stallo politico in piena crisi economica. E se anche superasse tale scoglio, dovrebbe poi affrontare gli stessi problemi che hanno costretto Karamanlis a gettare la spugna: la recessione è dietro l'angolo, violenza e terrorismo sono in crescita, l'emigrazione clandestina invade il paese e gli scandali sfiorano anche i socialisti. Per questo nel Pasok non tutti erano in favore della crisi, malgrado i sondaggi che danno al partito sei punti di scarto su Nuova Democrazia (Nd) del premier e mostrano che i Greci preferiscono ora Papandreou a Karamanlis come timoniere. Ma quegli stessi sondaggi non sembrano garantire al Pasok una maggioranza efficiente e lasciano intendere che gli elettori vedono in Papandreou non il salvatore della patria ma solo il male minore in una situazione che avrà pesanti costi per tutti. Non a caso se in Nuova Democrazia molti criticano la decisione di Karamanlis di andare alle urne, temendo di perdere il proprio posto in parlamento, non pochi osservatori giudicano la sua scommessa l'unica possibile per frenare l'emorragia di consensi e salvare dalla catastrofe., se non proprio il paese, almeno il partito. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata