
Scontri tra giovani e polizia ad Atene e Salonicco e almeno 180 fermi, ma i temuti gravi disordini per il primo anniversario dell'uccisione del quindicenne Alexandros Grigoropoulos non ci sono stati. E la Grecia tira un sospiro di sollievo, almeno per il momento. Migliaia di giovani hanno marciato con rabbia ma pacificamente nella capitale fino al parlamento sotto gli occhi di 12'000 poliziotti, con solo alcuni incidenti provocati da estremisti che hanno lanciato sassi contro la polizia che ha risposto con candelotti lacrimogeni. L'incidente più grave ha coinvolto il rettore dell'Università di Atene che è stato picchiato e ferito alla testa da un gruppo di facinorosi che volevano entrare nella sede amministrativa dell'ateneo. I fermati nella capitale sono un'ottantina. Scontri anche a Salonicco dove la polizia ha fermato un centinaio di persone. Stamane gli agenti erano entrati al Politecnico, con il consenso del rettore per arrestare otto giovani che avevano lanciato bombe molotov contro di loro. Manifestazioni senza incidenti in altre città. La marcia ad Atene si è svolta all'insegna degli slogan "Non dimentichiamo il 6 dicembre", e "Alexandros Vive", in una città assediata dalla polizia. La giornata, era cominciata in modo tranquillo sia pure all'ombra di una forte tensione, con un rito funebre senza incidenti sulla tomba del giovane ucciso dalla polizia. Una cerimonia "privata" come voluto dalla famiglia, anche se il governo ha voluto mandare il ministro della Pubblica istruzione Anna Diamantopoulos. Una giornata alla fine più calma di quanto potevano fare presagire le ampie retate di ieri e le decine di arresti preventivi che avevano provocato la dura reazione delle organizzazioni della sinistra radicale. Queste avevano denunciato la "violenta repressione" del "governo del Pasok" invitando "studenti e lavoratori" a dare "una risposta immediata" con le manifestazioni di oggi e domani. Gli agenti avevano fermato in tutto 162 persone di cui 75 rinviate davanti al giudice, inclusi cinque italiani, quattro uomini e una donna, e tre albanesi. Una parte dei fermi erano avvenuti dopo un'irruzione in un centro sociale nel sobborgo ateniese di Keratsini, dove è stata occupata per protesta la sede del consiglio comunale, e sequestrato materiale per la costruzione di bombe molotov, mazze, una granata luminosa, maschere e occhiali antigas. Altri incidenti erano avvenuti nel quartiere anarchico di Exarchia dove gruppi di giovani avevano attaccato la polizia, al termine di una commemorazione per Grigoropoulos. Qui sono stati arrestati gli italiani che saranno processati domani per direttissima per violenze e distruzione di beni pubblici. Nei giorni scorsi le autorità avevano annunciato l'arrivo in Grecia di oltre un centinaio di anarchici europei in vista delle dimostrazioni di oggi e domani, facendo temere il ripetersi dei gravi disordini che sconvolsero il paese nel dicembre dello scorso anno. Mentre centinaia di scuole e facoltà universitarie sono occupate da venerdi, le autorità hanno blindato in misura senza precedenti la capitale temendo che le dimostrazioni potessero degenerare in incidenti violenti. Malgrado l'esito non troppo preoccupante della marcia odierna, gruppi di giovani sono ancora concentrati all'Università e nel quartiere anarchico di Exarchia, completamente blindato dalla polizia, dove questa sera vi sarà un'altra commemorazione nell'ora esatta della morte di Grigoropoulos il 6 dicembre dello scorso anno. E domani tutto ricomincia di nuovo con un'altra manifestazione. ATS
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