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GR: speedflying vietato a St. Moritz
Redazione
14 anni fa

Nella zona sciistica di St. Moritz dall'inizio della stagione è vietata la pratica dello speedflying, un incrocio fra sci e mini-parapendio. La decisione è stata presa per garantire la sicurezza sulle piste dopo un incidente avvenuto in febbraio, spiegano i responsabili degli impianti di risalita. Secondo Dieter Bogner, direttore del marketing di Engadin St. Moritz Mountains, gli appassionati di speedflying costituiscono un pericolo per gli utenti delle piste da sci. "La loro sicurezza è la nostra priorità assoluta", ha detto all'ats. E i rischi aumentano siccome sempre più persone provano questa disciplina, fra le più pericolose che si possano fare sulla neve. Lo scorso febbraio uno "speedflyer" di 57 anni, originario di Basilea Campagna, è morto schiantandosi nella zona di Corviglia, in un'area dove un gruppo di bambini imparava a sciare. E i piccoli sono rimasti traumatizzati, ha aggiunto Bogner, dicendosi comunque disposto a trovare un compromesso rispetto al divieto assoluto dello speedflying. Chi pratica questo sport scende da pendii impervi essenzialmente sciando a velocità sostenuta (si possono superare i 100 km/h), ma staccandosi a tratti dal suolo grazie al sostegno di un piccolo parapendio. A Davos i responsabili degli impianti di risalita e gli speedflyers hanno trovato una soluzione: sulle pendici del Jakobshorn è stata delimitata un'area riservata. L'associazione svizzera degli impianti di risalita non ha pubblicato alcuna raccomandazione in merito. Il portavoce Andreas Keller ha detto all'ats che i responsabili delle zone sciistiche hanno l'obbligo di mantenrre sicure piste e installazioni. A prescindere da ciò ogni regione è libera di decidere come gestire uno sport estremo. ATS

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