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Estero
Governi uniti sul “no” ai rubli per il gas
Redazione
4 anni fa

I governi europei sono compatti nel rifiutare il ricatto di Vladimir Putin di pagare in rubli le forniture di gas e stanno valutando quali siano le vere intenzioni del Cremlino a riguardo. È quanto apprende l’agenzia Ansa a Bruxelles da fonti vicine al dossier, che mettono in luce un clima di incertezza e perplessità sul decreto russo.

Questa mattina gli ambasciatori Ue si sono incontrati per discutere la questione e, da quanto riferito, dalla riunione è emersa una chiara indicazione da parti di tutti i 27 sul fatto che i contratti debbano essere osservati e rispettati nelle valute previste, vale a dire euro o dollari.

Gli esperti degli Stati membri e della Commissione Ue stanno analizzando il decreto di Putin e, a quanto si apprende, non sono ancora giunti a una conclusione sulla reale validità del meccanismo di pagamento e sul suo possibile funzionamento. Dopo il deciso no al pagamento in rubli espresso anche al vertice Ue della scorsa settimana dai principali capi di Stato e di governo, le capitali restano unite nel cercare un approccio coordinato per far fronte agli annunci di Mosca e nell’indicare che le aziende europee continueranno a pagare nella valuta concordata.

Esclusa fin qui ogni ipotesi che qualche società dei Paesi più esposti possa decidere di procedere usando i rubli. Il tema sarà dibattuto anche dai ministri finanziari dell’Eurozona e dell’Ue lunedì e martedì a Lussemburgo e tornerà sul tavolo degli ambasciatori europei mercoledì.

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