
Donald Trump riscrive la geografia e, nell'ambito dello scontro sui dazi con il Canada, firma un ordine con effetto immediato con cui cambia il nome di lago Ontario in lago America.
Il presidente 'imperialista' però non sembra volersi fermare: dopo il Golfo e il lago d'America «ora forse dovremo cambiare il nome dell'oceano Atlantico e dell'oceano Pacifico. Forse li cambieremo tutti e due», provoca dallo Studio Ovale.
Trump da tempo punta il Canada, che voleva far diventare il 51mo stato americano. Per mesi ha pubblicato immagini sul suo social Truth in cui il Paese vicino appariva parte degli Stati Uniti e ha definito prima Justin Trudeau e poi Mark Carney «governatori», strappando loro il titolo di premier e relegandoli a un ruolo più marginale.
«Il Canada ci frega da tempo, vuole essere trattato come uno Stato ma non lo è, e questo deve finire», ha tuonato dallo Studio Ovale mostrando la sua rabbia contro Ottawa che non si è piegata alle sue richieste. Le trattative commerciali fra i due Paesi sono naufragate nei giorni scorsi facendo scattare i dazi americani e le controtariffe canadesi, in una nuova guerra commerciale che presenta rischi per tutte e due le economie.
No solo il Canada però è nel mirino di Trump. Da quando è tornato alla Casa Bianca, il presidente ha messo gli occhi sulla Groenlandia andando allo scontro con l'Europa. Il presidente l'ha rivendicata per «motivi di sicurezza nazionale» e non ha ancora completamente abbandonato l'idea che possa un giorno diventare un territorio americano.
E di recente il commander-in-chief ha puntato anche il Medio Oriente nell'ambito della guerra in Iran. Lo Stretto di Hormuz è «territorio americano», ha ripetuto più volte nelle ultime settimane, pubblicando anche immagini del cruciale passaggio con la scritta «territorio Usa».

