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Estero
Global peace index: mondo meno pacifico, Svizzera al 18. rango
Redazione
17 anni fa

La mancanza di pace costa parecchio all'economia mondiale, e non solo in termini umanitari. Oltre 4,8 trilioni di dollari se ne vanno infatti in fumo ogni anno a causa di guerre, corruzione, manifestazioni volente. E la grande crisi globale scatenata dalla fusione dei mercati finanziari ha reso il mondo ancora meno pacifico del solito. A tratteggiare questo scenario è il terzo rapporto annuale di Global Peace Index (GPI), stilato in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit - il braccio d'analisi commerciale del gruppo che pubblica il celebre settimanale britannico. La pace, insomma, fa bene al portafoglio oltre che all'anima. "Non si può fare business in un contesto fragile e frazionato", ha detto alla presentazione del rapporto Sir Mark Moody-Stuart, presidente di Anglo American e Global UN Compact nonché partner di Global Peace Index." Il lavoro di quest'anno mostra chiaramente che ci sono dei legami tra prosperità e una cultura di pace. Le attività produttive traggono significativi vantaggi da un ambiente non violento e forse è venuto il momento per le aziende di riflettere sul fatto che pratiche trasparenti ed etiche possano giocare un ruolo più ampio nell'ottenere pace e stabilità". Le ricerche hanno infatti stabilito che in un arco di 10 anni i conflitti siano costati all'economia mondiale ben 48 trilioni di dollari. Ma non solo. Gli esperti hanno scoperto che a un avanzamento di 10 posizioni nella tabella di Global Peace Index corrisponde un aumento tangibile nella qualità della vita dei cittadini: il Pil pro capite cresce di circa 3'100 dollari e gli indici dei consumi fanno segnare incrementi in settori come cibo, vestiti, abitazioni, comunicazioni e tempo libero. Purtroppo, però, il 2008 ha visto un deterioramento di alcuni fattori usati per calcolare la classifica stilata da GPI - stabilità politica e probabilità di manifestazioni violente in testa. Ecco allora che l'Islanda - l'anno passato era il paese più pacifico del pianeta - è finita in quarta posizione. I primi tre gradini del podio vanno dunque a Nuova Zelanda, Danimarca e Norvegia. Seguono, dal quinto al decimo posto, Austria, Svezia, Giappone, Canada, Finlandia e Slovenia. Fanalini di coda sono invece Sudan, Israele, Somalia, Afghanistan e Iraq. La Svizzera scende dal dodicesimo al diciottesimo rango, mentre l'Italia finisce al 36esimo posto e perde tre posizioni - dietro a Sud Corea, Botswana, Regno Unito, e davanti a Taiwan, Estonia e Vietnam. Gli Stati Uniti guadagnano sei posizioni e finiscono all'83esimo posto, mentre la Russia ne perde due e si ferma al 136esimo. Ma come si definisce un paese pacifico? I fattori presi in considerazione da GPI sono 23. Tra questi figurano il buon funzionamento dei governi, le buone relazioni con i proprio vicini, i livelli di corruzione, l'alta scolarizzazione primaria e secondaria, il rispetto per i diritti umani e la libertà di stampa. ATS

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