

Il Segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha condannato «con la massima fermezza» la decisione delle autorità israeliane di costruire installazioni militari nel complesso dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), a Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme Est e ha chiesto al governo israeliano di revocare la sua decisione e di restituire immediatamente il complesso.
Il governo israeliano ha infatti approvato un piano per la creazione di un complesso che comprenderà il Museo dell'IDF, l'ufficio di arruolamento e l'ufficio del ministro della difesa sull'area dove sorgeva il quartiere generale dell'UNRWA.
Si tratta, ha aggiunto Guterres, di un'azione «senza precedenti e di escalation» che va contro l'inviolabilità delle sedi delle Nazioni Unite e compromette l'attuazione del mandato affidato dall'Assemblea Generale all'UNRWA nei territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est. Il Segretario generale considera «totalmente inaccettabili» le azioni intraprese contro l'agenzia delle Nazioni Unite e si rammarica profondamente che le autorità israeliane continuino ad adottare misure contrarie ai loro obblighi in merito alle immunità delle Nazioni Unite. Restituire immediatamente il complesso alle Nazioni Unite.
La dichiarazione fa riferimento anche alla posizione della Corte Internazionale di Giustizia che ha stabilito l'illegalità di tali misure. Secondo la Corte, Israele non ha il diritto di esercitare poteri sovrani nei territori palestinesi occupati e deve porre fine alla sua presenza illegale in tali territori, inclusa Gerusalemme Est, «il prima possibile».
L'ambasciatore israeliano in Francia ha assicurato oggi che tutti gli attivisti francesi e di altre nazionalità attualmente detenuti in Israele saranno rimpatriati nel loro Paese «il prima possibile», a condizione che non abbiano legami con Hamas.
«Abbiamo modificato la legge in modo da poterli far partire il prima possibile», ha dichiarato Joshua Zarka a France Info. «E questo è ciò che verrà fatto non solo con i francesi, ma con tutti i partecipanti» della «Flottiglia di Gaza».
Tuttavia, «bisogna dire che alcuni dei partecipanti hanno legami diretti con Hamas», il gruppo islamista palestinese responsabile degli attentati del 7 ottobre 2023, ha affermato. «Coloro che hanno legami diretti con Hamas saranno interrogati e saranno trattenuti in Israele», ha aggiunto.
Sempre stamani, il ministro degli esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha indicato che 44 attivisti della flottiglia di Gaza dovrebbero essere rimpatriati da Israele in Spagna, via Turchia, con un volo in partenza intorno alle 15:00 ora israeliana.
Varie agenzie italiane inoltre hanno indicato che il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovano, sono atterrati oggi a Fiumicino (Roma) provenienti da Israele via Atene. Carotenuto e Mantovano erano a bordo di una imbarcazione della Flotilla, abbordati dalla marina israeliana. Durante la detenzione hanno riferito di aver «subìto maltrattamenti e violenze».
La Turchia invierà aerei in Israele per rimpatriare gli attivisti detenuti dalla flottiglia diretta a Gaza. Lo scrive il quotidiano Haaretz citando fonti a conoscenza dei dettagli.
Tale pratica è già stata utilizzata l'anno scorso per gli attivisti arrestati provenienti da una delle flottiglie dirette a Gaza.
Secondo alcune fonti, più di 70 cittadini turchi hanno partecipato alla flottiglia, ma si prevede che i voli preleveranno non solo gli attivisti turchi, ma anche gli altri partecipanti alla flottiglia arrestati.
Ieri la Turchia è stata tra i numerosi Paesi che hanno condannato fermamente il trattamento riservato agli attivisti, dopo che il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video che li mostrava con le mani legate, vantandosi di aver «accolti così i sostenitori del terrorismo».
La Turchia ha ufficialmente interrotto i rapporti commerciali con Israele durante la guerra di Gaza e i politici israeliani la definiscono spesso un Paese ostile.
Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati che aveva duramente criticato Israele, ottemperando a un'ordinanza giudiziaria. Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato la rimozione dalla lista nera costatale un blocco a livello globale con l'impossibilità di usare le principali carte di credito o l'effettuazione di ogni transazione bancaria. La scorsa settimana, il giudice Richard Leon del District di Columbia ha accolto la richiesta di un'ingiunzione preliminare contro le sanzioni.
La ministra degli Esteri australiana ha condannato il comportamento «umiliante» di Israele nei confronti della Flotilla, commentando il video degli attivisti mostrati ammanettati e derisi da Ben-Gvir. «Le immagini che abbiamo visto rilanciate dal ministro Ben-Gvir, che l'Australia ha sanzionato, sono scioccanti e inaccettabili - ha detto la ministra Penny Wong in una nota -. Condanniamo le sue azioni e le azioni umilianti delle autorità israeliane nei confronti delle persone che sono state fermate».
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth assicura che gli Usa sono «pronti all'azione», in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran, assistiti dal lavoro dei mediatori. In un post di tre parole su X, il capo del Pentagono ha ripreso una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato martedì nel briefing con i media alla Casa Bianca. «Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un'arma nucleare - le sue parole -; pertanto, come mi ha appena detto il presidente Trump, siamo pronti all'azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario».

