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Gli Usa pensano a nuove azioni militari contro l'Iran
©Vahid Salemi
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Donald Trump oggi dovrebbe ricevere nuovi piani inerenti potenziali azioni militari - Tra le ipotesi la conquista dello Stretto di Hormuz e un blitz per mettere in sicurezza l'uranio iraniano altamente arricchito – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI



35 minuti fa
Israele: «Hamas dietro la Flotilla, fatto un intervento conforme al diritto»
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«La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump». Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota.

Questi aggiunge che «Israele si impegna a garantire la libertà di navigazione. Dato l'elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un'escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale».

«L'operazione si è svolta in acque internazionali, pacificamente e senza incidenti», aggiunge Israele.

37 minuti fa
Israele, ridotta a 24 ore la procedura per l'avvio dell'espulsione degli attivisti
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Israele ha ridotto a 24 ore il periodo necessario per avviare l'espulsione degli attivisti stranieri che arrivano a bordo di flottiglie. L'emendamento alla legge esistente che regola l'ingresso in Israele è stato proposto dal governo e approvato dal parlamento a fine marzo, riducendo da tre giorni a 24 ore il tempo con cui è possibile per le autorità israeliane procedere con la pratica di espulsione per ''chi sia entrato illegalmente avendo partecipato a una flottiglia con l'intento di violare il blocco marittimo legale imposto dallo Stato di Israele alla Striscia di Gaza, e contro cui sia stato emesso un ordine di espulsione''.

L'emendamento riguarda espressamente gli attivisti delle flottiglie, che, nella spiegazione che accompagna il testo, sono descritte come ''un fenomeno che pone una sfida continua per Israele dal 2009, anno in cui è stato imposto il blocco navale alla Striscia di Gaza''. L'emendamento differenzia tra questo genere di attivisti - che non vogliono volontariamente entrare in Israele, ma sono condotti appositamente dalle autorità nel Paese per essere espulsi - e gli immigrati clandestini, per cui invece rimane il minimo di tre giorni.

Secondo quanto confermato all'agenzia italiana Ansa da fonti israeliane, la marina militare ha sequestrato in acque internazionali 21 imbarcazioni della Flotilla e fermato i circa 170 attivisti a bordo. I motori delle navi sequestrate sono stati disattivati e queste sono rimaste abbandonate in mezzo al mare.

Al loro arrivo al porto di Ashdod, gli attivisti saranno espulsi da Israele: chi si rifiuta di firmare volontariamente il foglio di espulsione, subirà un processo lampo in centri detentivi nei pressi dell'aeroporto Ben Gurion per poter avviare la procedura di espulsione coatta dal Paese - procedura che ora potrà essere attivata già dopo 24 ore secondo l'emendamento.

40 minuti fa
Libano, «Nove morti tra cui due bimbi nei raid israeliani»
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Almeno nove persone, tra cui due bambini, sono morte a causa di attacchi delle forze israeliane su località del sud del Libano: lo ha riferito il ministero della Sanità di Beirut. La stessa fonte riferisce anche di 23 feriti, tra cui sette bambini e otto donne.

un'ora fa
Khamenei: «L'unico posto per gli Usa nel Golfo Persico è in fondo al mare»
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La Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei afferma in una dichiarazione che l'unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico «è sul fondo delle sue acque»: lo riporta la tv di Stato.

Khamenei, in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico, ha affermato che la «nuova gestione» dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran «porterà calma e progresso» e benefici economici a tutte le nazioni e che l'Iran eliminerà «gli abusi del nemico sulle vie navigabili».

Ha aggiunto che i Paesi della regione condividono un destino comune, ma che «gli stranieri che commettono il male» non hanno futuro in quei luoghi.

un'ora fa
Israele, «Gli attivisti fermati saranno espulsi secondo procedura»
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«Al loro arrivo in Israele, gli attivisti saranno espulsi secondo la procedura». Lo hanno confermato funzionari israeliani, secondo quanto riporta Ynet.

Nell'operazione notturna sono state sequestrate le navi «principali e più significative» della flottiglia, riferiscono le stesse fonti sottolineando che «le altre imbarcazioni sono rimaste senza un leader e quindi hanno cambiato direzione e non rappresentano una minaccia. Le stiamo monitorando, ma non le consideriamo una minaccia».

Come già avvenuto in casi simili nel passato, la procedura prevede l'espulsione volontaria immediata per gli attivisti che firmano una liberatoria in cui accettano di lasciare il Paese rinunciando a procedimenti legali. In questo caso il rimpatrio avviene di solito con voli charter o di linea, entro 24-48 ore.

In caso invece di rifiuto dell'espulsione volontaria, scatta l'iter giudiziario: l'attivista viene trattenuto in detenzione e deve comparire davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale. Al termine dell'iter giudiziario scatta l'espulsione coatta.

3 ore fa
Israele, «Gli attivisti fermati saranno espulsi secondo procedura»
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«Al loro arrivo in Israele, gli attivisti saranno espulsi secondo la procedura». Lo hanno confermato funzionari israeliani, secondo quanto riporta Ynet.

Nell'operazione notturna sono state sequestrate le navi «principali e più significative» della flottiglia, riferiscono le stesse fonti sottolineando che «le altre imbarcazioni sono rimaste senza un leader e quindi hanno cambiato direzione e non rappresentano una minaccia. Le stiamo monitorando, ma non le consideriamo una minaccia».

Come già avvenuto in casi simili nel passato, la procedura prevede l'espulsione volontaria immediata per gli attivisti che firmano una liberatoria in cui accettano di lasciare il Paese rinunciando a procedimenti legali. In questo caso il rimpatrio avviene di solito con voli charter o di linea, entro 24-48 ore.

In caso invece di rifiuto dell'espulsione volontaria, scatta l'iter giudiziario: l'attivista viene trattenuto in detenzione e deve comparire davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale. Al termine dell'iter giudiziario scatta l'espulsione coatta.

7 ore fa
«La guerra in Iran costa agli Usa 40-50 miliardi»
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La stima di 25 miliardi fornita da un alto funzionario del Pentagono in merito al costo totale della guerra con l'Iran fino a oggi è una cifra al ribasso, che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione.

È quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto delle spese di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte.

Gli attacchi iraniani nel Golfo, nei primi giorni della guerra, hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari statunitensi in sole 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla Cnn.

Diversi sistemi radar e altre apparecchiature critiche statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati distrutti dagli attacchi iraniani, tra cui il sistema radar di una batteria missilistica Thaad americana in Giordania e gli edifici che ospitano sistemi radar simili in due località degli Emirati Arabi Uniti. Un aereo E-3 Sentry dell'aeronautica statunitense è stato inoltre distrutto in un attacco contro una base in Arabia Saudita.

Il funzionario del Pentagono che attualmente ricopre la carica di responsabile finanziario dell'agenzia ha dichiarato ieri alla Commissione per le Forze Armate della Camera che «la maggior parte» dei 25 miliardi di dollari di spesa da lui citati è stata destinata alle munizioni e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si è rifiutato di specificare se tale cifra includesse anche la riparazione dei danni alle basi statunitensi.

8 ore fa
Il punto delle 6:30
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Gli Stati Uniti starebbero pensando a una nuova azione militare contro l'Iran. Lo riporta Axios, affermando che oggi il Comando militare Usa ha preparato un piano per una serie di attacchi «brevi e potenti» contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati, secondo quanto affermato da tre fonti a conoscenza dei fatti. Secondo le fonti, anche il Capo di Stato Maggiore congiunto, il generale Dan Caine, dovrebbe partecipare al briefing. E, guardando al passato, Cooper tenne un incontro simile con Trump il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l'Iran. Una fonte vicina al tycoon ha affermato che quella riunione ha contribuito alla decisione di Trump di scatenare il conflitto.

Un altro piano si concentra sulla conquista di una parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale con un'iniziativa che potrebbe includere forze di terra, ha affermato una fonte. Un'altra opzione, già discussa in passato e che potrebbe emergere nel briefing, è un'operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

Ieri, Trump ha detto ad Axios di ritenere il blocco navale contro l'Iran «un po' più efficace dei bombardamenti». Secondo due fonti, inoltre, il tycoon vede al momento il blocco come la principale leva negoziale con Teheran, ma prenderebbe in considerazione un'azione militare se l'Iran non dovesse cedere. I pianificatori Usa stanno anche valutando la possibilità che l'Iran intraprenda un'azione militare contro le forze statunitensi nella regione come rappresaglia per il blocco.

Per quanto riguarda l'Iran, invece, un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che il blocco statunitense dei porti iraniani 'fallirà', avvertendo che Teheran potrebbe optare per lo scontro se dovesse persistere. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu.

In dichiarazioni trasmesse stamattina dalla televisione di stato, Mohsen Rezaei ha affermato che l'Iran dispone di molteplici modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo. Ha aggiunto che, se il blocco dovesse continuare, l'Iran potrebbe ricorrere allo scontro per romperlo.

Rezaei ha anche delineato possibili scenari in caso di un'altra guerra, affermando che probabilmente si concentrerebbe sulle aree costiere meridionali, estendendosi verso Isfahan, con alcune attività anche nella parte occidentale del paese. Ha avvertito che un simile conflitto potrebbe includere bombardamenti e assassinii a Teheran.

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