Medio Oriente
Gli Usa bloccano la Palestina all'Onu
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2 mesi fa
L'Autorità Palestinese ha reagito con irritazione al veto degli Usa definendola una "palese aggressione" che spinge il Medio Oriente "sull'orlo dell'abisso". La Svizzera si è astenuta.

L'ingresso a pieno titolo della Palestina alle Nazioni Unite si scontra contro il muro di Washington scatenando l'ira dell'Anp. Gli Usa, come annunciato, hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza che "raccomandava all'Assemblea Generale l'ammissione dello stato di Palestina come membro dell'Onu". Il testo ha ottenuto 12 voti a favore (Algeria, Russia, Cina, Francia, Guyana, Sierra Leone, Mozambico, Slovenia, Malta, Ecuador, Sud Corea, Giappone) e due astensioni (Gran Bretagna e Svizzera) .

DFAE: "L'ammissione a pieno titolo della Palestina all’ONU non è attualmente vantaggiosa"

La Svizzera, come detto, si è astenuta dal votare una risoluzione a favore della piena adesione di uno Stato palestinese alle Nazioni Unite. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha annunciato che "al momento" l'ammissione della Palestina "non avrebbe favorito un allentamento delle tensioni e gli sforzi per giungere alla pace in Medio Oriente". La Confederazione ritiene che, data la situazione molto instabile in Medio Oriente, "l'ammissione a pieno titolo della Palestina all’ONU non sia attualmente vantaggiosa dalla prospettiva di una generale politica di pace per la regione". Per questo motivo "il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera al Cds si sarebbe astenuta al momento della votazione sulla richiesta di adesione palestinese", si legge nella dichiarazione del DFAE sul voto di ieri. La Confederazione rimane impegnata nella soluzione dei due Stati. "Il Governo è convinto che solo una soluzione negoziata che preveda due Stati sia in linea con il diritto internazionale e con i parametri concordati a livello globale, e possa garantire una pace duratura in Medio Oriente."

Mosca: "Un tentativo di fermare la storia"

"Supportiamo vigorosamente uno stato palestinese nell'ambito di un accordo di pace. E il presidente Joe Biden dal 7 ottobre ha ripetuto numerose volte che l'unica via per la pace è una soluzione dei due stati. Ma azioni premature qui a New York, anche con le migliori intenzioni, non porteranno a tale risultato", ha spiegato l'ambasciatore americano Robert Wood.  Per la Russia, invece, "l'uso del veto da parte degli Usa è un tentativo di fermare la storia, e il fatto che Washington sia praticamente isolata parla da solo". "Chiediamo agli Usa di sentire la voce della ragione", ha detto il delegato di Mosca Vassily Nebenzia. In effetti, nonostante negli ultimi giorni gli Stati Uniti abbiano dietro le quinte tentato di convincere altri paesi membri del Cds quanto meno ad astenersi per non raggiungere la maggioranza richiesta (di nove voti a favore e nessun veto), alla fine anche alleati come Corea del Sud, Giappone e Francia hanno deciso di sostenere la bozza di risoluzione.

La reazione dell'Autorità Palestinese

L'Autorità Palestinese ha reagito con irritazione al veto degli Usa definendola una "palese aggressione" che spinge il Medio Oriente "sull'orlo dell'abisso". "Questa politica aggressiva degli Stati Uniti nei confronti della Palestina, del suo popolo e dei suoi diritti legittimi rappresenta un palese attacco al diritto internazionale e un incoraggiamento alla continuazione della guerra genocida contro il nostro popolo, che spinge ulteriormente la regione sull'orlo del l'abisso", ha attaccato in una nota il presidente Abu Mazen. Nel caso fosse passata in Cds, la richiesta avrebbe dovuto poi ottenere la maggioranza dei due terzi in Assemblea Generale.