

L'emittente tv saudita Al Hadath ha rivelato oggi di essere entrata in possesso della bozza finale del possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan: nel documento non viene menzionata alcuna clausola relativa al programma nucleare iraniano o alla minaccia dei missili.
Secondo il report, la bozza finale include tra l'altro: la cessazione delle operazioni militari e della guerra mediatica, il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran e la non interferenza negli affari interni, la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
I negoziati sulle questioni ancora irrisolte tra le parti dovrebbero iniziare entro sette giorni, ed è prevista una graduale revoca delle sanzioni americane in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare le condizioni dell'accordo.
Il Servizio penitenziario israeliano (Ips) ha dichiarato che il suo personale ha agito «secondo le procedure» dopo che un video diffuso dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha mostrato attivisti della flottiglia diretta a Gaza subire un trattamento umiliante da parte del personale di sicurezza. Lo riporta Haaretz.
«Al momento dell'arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l'ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite in conformità con le procedure e le considerazioni professionali», ha affermato il Servizio penitenziario.
L'Ips ha inoltre affermato che alcuni dei detenuti ripresi mentre venivano umiliati non erano sotto la sua giurisdizione al momento delle riprese. Fonti della sicurezza hanno affermato che la maggior parte dei video documentati proveniva da aree sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della polizia.
Ma, sottolinea Haaretz, la parte del video che mostra un membro delle forze di sicurezza costringere a terra un attivista che grida «Palestina libera» è stata filmata in un'area sotto il controllo del Servizio penitenziario israeliano. Aggiungendo che in una foto dove si vedono attivisti della flottiglia inginocchiati con la testa a terra, sono visibili anche membri dell'Ips.
L'Ips non ha risposto alla richiesta di chiarimenti e il ministero degli Esteri - a cui il quotidiano israeliano ha chiesto se la procedura di documentazione dei partecipanti alla flottiglia fosse una prassi accettata per la detenzione di persone in casi simili - ha rimandato la questione al servizio penitenziario.
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso sei persone, tra cui due soccorritori e una bambina. Lo ha dichiarato il ministero della Salute nazionale.
Tra le vittime dell'attacco al villaggio di Deir Qanun al-Nahr, c'erano due soccorritori dell'associazione scout Risala, uno dei quali lavorava anche come fotografo freelance, e una bambina siriana. L'associazione è legata al movimento Amal, alleato di Hezbollah.
L'Iran ha trasferito miliardi di dollari attraverso la piattaforma Binance per finanziare il regime e le transazioni continuano anche questo mese. Lo scrive il Wall Street Journal.
Le operazioni sul più grande exchange di criptovalute al mondo sono avvenute nonostante i ripetuti segnali d'allarme. Binance afferma di avere «tolleranza zero per le attività illecite».
Mentre l'Iran si preparava al conflitto con gli Stati Uniti, un importante finanziatore del regime ha creato una rete di pagamenti segreta per garantire il flusso di denaro alle forze armate. Al centro di questa rete c'era Binance.
Fino a dicembre, la rete, gestita da Babak Zanjani, un iraniano che si autodefinisce un operatore «anti-sanzioni», ha effettuato transazioni per 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma di criptovalute, principalmente attraverso un singolo conto di trading, come dimostrano i report interni di Binance sulla conformità normativa.
Una parte degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati dalle autorità israeliane, sono arrivati poco dopo le 23.00 all'aeroporto di Roma Fiumicino da Istanbul. Nella capitale turca erano giunti nel tardo pomeriggio a bordo di uno dei tre voli charter della Turkish decollati da Eilat con tutti gli altri attivisti di vari Paesi che avevano partecipato alla Flotilla. I primi a rientrare erano stati questa mattina, via Atene, Alessandro Mantovani, giornalista de «Il Fatto Quotidiano» e il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto. Ad attendere i 16 attivisti arrivati a Roma, un gruppo di parenti e amici con bandiere della Palestina. Arrivati in Italia, gli attivisti hanno parlato delle torture subite, sia fisiche sia psicologiche, e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. «Ad alcuni hanno rotto le costole, altri sono stati molestati sessualmente, ma siamo anche stati torturati dal punto di vista psicologico. Per andare al porto mi hanno chiusa in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro», è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. «Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte», è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. «Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo», sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43.enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.
Proseguono intanto i colloqui indiretti tra Teheran e Washington, con il Pakistan che funge da mediatore. Lo afferma l'agenzia iraniana Isna, secondo cui le due parti si stanno attualmente scambiando messaggi e bozze di testo nel tentativo di stabilire un quadro per un accordo.
I leader Houthi in Yemen hanno dal canto loro ribadito il proprio pieno sostegno all'Iran dichiarando che «Israele può essere sconfitto» nonostante la sua forza militare e l'alleanza con gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera. Mahdi al-Mashat, capo del Consiglio politico supremo dello Yemen - organo esecutivo degli Houthi - ha esortato i governi regionali a unirsi e a non allinearsi alle politiche statunitensi e israeliane, avvertendo che «oggi la neutralità è tradimento, perché agevolare il nemico è considerato il più grande tradimento». Al-Mashat ha inoltre sostenuto il diritto dell'Iran a controllare lo Stretto di Hormuz e a impedirne l'utilizzo da parte di avversari.
Dall'inizio dell'anno, l'OMS a Gaza ha registrato 22 attacchi contro strutture sanitarie, che hanno causato vittime o compromesso il trasporto di pazienti e l'operatività delle strutture stesse. Lo scrive in una nota l'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) sottolineando che nella Striscia, poco più della metà delle strutture di assistenza sanitaria primaria è attualmente operativa e poco più della metà degli ospedali è funzionante, seppur solo parzialmente. Secondo quanto riportato, ieri sono stati raccolti oltre 180 pallet di materiale medico, tra cui vaccini, medicinali refrigerati e prodotti igienico-sanitari, presso il valico di Kerem Shalom a Gaza, per sostenere i servizi di un sistema sanitario che tuttavia «resta ancora ben lontano dalla piena ripresa». Per quanto riguarda la Cisgiordania, l’OCHA segnala che la violenza dei coloni continua: tra il 12 e il 18 maggio, l'ufficio ONU ha documentato almeno 49 attacchi da parte dei coloni che hanno causato vittime o danni, tra cui un aumento degli incendi dolosi contro case, terreni agricoli, veicoli e una moschea. Con questi, quest'anno si contano oltre 870 attacchi da parte dei coloni in più di 220 comunità, con conseguenti vittime o danni materiali. L’OMS afferma che nei primi quattro mesi di quest'anno, oltre un terzo delle richieste di cure presentate da pazienti a Gerusalemme Est e in Israele sono state respinte o sono rimaste in sospeso. Il tasso di approvazione è significativamente inferiore rispetto al periodo precedente all'escalation dell'ottobre 2023, quando venivano approvate oltre due terzi di tali richieste. Le Nazioni Unite sottolineano la necessità di agevolare l'accesso all'assistenza sanitaria per le persone provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza.
I leader repubblicani della Camera dei Rappresentanti statunitense, infine, hanno ritirato un voto su una mozione per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di ordinare attacchi militari contro l'Iran, dopo che è apparso chiaro che la risoluzione, portata con la forza dai democratici, sarebbe stata probabilmente approvata. «Non avete i voti!», hanno scandito i deputati dem in un momento di grande tensione nell'aula, quando i repubblicani hanno tentato di rinviare la votazione a dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa di una settimana per il Memorial Day, nel resoconto dei media americani. L'approvazione del provvedimento sarebbe stata interpretata come un atto di censura nei confronti di Trump e della guerra da lui avviata con Israele contro l'Iran senza alcuna autorizzazione al Congresso. I sondaggi d'opinione continuano a indicare che la maggioranza degli americani è contraria al conflitto, che finora ha causato un aumento dei costi dell'energia e scosso le catene di approvvigionamento globali. Trump e i suoi alleati hanno difeso il conflitto come necessario per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari.

