
I militanti ambientalisti radicali del movimento britannico Extinction Rebellion cambiano tattica nella loro protesta senza esclusione di colpi contro l'insufficiente azione attribuita alla politica e al business rispetto alla minaccia dei mutamenti climatici. Lo sottolineano oggi i giornali del Regno, all'indomani dell'annuncio attraverso il quale i promotori della campagna hanno proclamato uno stop temporaneo dei blitz mordi e fuggi organizzati ripetutamente negli ultimi tempi - in parallelo alle iniziative della campagna anti petrolifera denominata Just Stop Oil - con blocchi stradali, raid contro i trasporti pubblici, attivisti che si incollavano le mani nelle stazioni o sulle vetture, disagi agli utenti, incursioni simboliche varie.
"Invitiamo tutti a creare disagi al governo"
Il comunicato diffuso ieri s'intitola "We quit" - ossia "Noi smettiamo" - ma in effetti il movimento fa sapere di voler al momento focalizzare semmai in modo diverso gli obiettivi della protesta nel 2023, rendendola più politica. "Abbiamo deciso - si legge nel testo - di fermare temporaneamente le nostre tattiche di perturbazione dei servizi pubblici" come arma per sollecitare l'attenzione della gente sull'emergenza clima e sull'inquinamento. E di "invitare invece tutti a creare ora disagi al nostro governo corrotto". Una svolta che, nelle intenzioni, dovrebbe fra l'altro sfociare in una sorta d'assedio del Parlamento di Westminster in calendario per aprile, in coincidenza con iniziative legislative considerate negative per l'ambiente o restrittive sulle norme che regolano il diritto di manifestazione.

