
Sette esecuzioni capitali nell'arco di una giorno, per tentare di porre fine a uno dei capitoli più oscuri della storia criminale giapponese recente. Il fondatore della setta Aum Shinrikyo, il 63enne Shoko Asahara, ritenuto l'ideatore del tragico attacco col gas sarin alla metropolitana di Tokyo nel 1995, è stato il primo ad essere giustiziato tramite impiccagione - come prevede la pena capitale giapponese - in un centro di detenzione della capitale. Poche ore dopo, nei penitenziari di Fukuoka, Hiroshima e Osaka, la condanna col cappio al collo è scattata per altri 6 adepti del culto che annunciava 'la venuta dell'apocalisse'.
Il ministro della Giustizia Yoko Kamikawa ha detto che l'ordine di esecuzione è stato dato dopo un'attenta valutazione, spiegando che nel caso di crimini orrendi la pena di morte diventa 'inevitabile'. Asahara fondò la setta Aum Shinrikyo, traducibile come 'Verità suprema', nel 1984, reclutando simpatizzanti tramite una scuola di yoga. L'emergere della sua figura di 'guru', spiegano gli analisti, coincise con il senso di alienazione che al tempo pervadeva molti giovani, ostili alla cultura del consumismo e al senso di affermazione durante il boom economico del Paese. Il messaggio mescolava dottrine buddiste e dell'induismo con elementi dal cristianesimo e delle credenze apocalittiche, e proclamava la fine imminente del mondo.
Secondo le successive indagini, gli adepti spesso si spogliavano di ogni bene a favore della setta, e non si astenevano dall'uso di droghe allucinogene, venerando la figura del fondatore, che con frequenza appariva a convegni universitari. All'apice del successo fino a 1'400 sostenitori vivevano permanentemente nel complesso dell'organizzazione, che nel 1989 divenne un movimento religioso ufficialmente riconosciuto, con più di 10mila aderenti in Giappone e all'estero. Nel '90 Asahara provò a candidarsi alle elezioni parlamentari assieme ad alcuni suoi gregari, ma senza successo. Da allora la setta incrementò le azioni di rappresaglia anti-governative, reclutando personale qualificato tra cui ingegneri, ricercatori universitari e studenti di medicina.
La prima sortita con il gas nervino venne effettuata nel '94 in un'area residenziale di Matsumoto, nella prefettura di Nagano, provocando la morte di 8 persone e il ferimento di centinaia. Ma fu l'attacco alla metro di Tokyo del 20 marzo del '95 - quello che può definirsi a tutti gli effetti il primo attentato terroristico effettuato con armi non convenzionali, a creare un senso di shock e trauma nella società giapponese. Asahara venne arrestato due mesi dopo nel corso di un blitz della polizia, e al termine di 257 udienze in un periodo di quasi 8 anni, nel 2006 la Corte Suprema ha confermato la pena capitale.
La scelta della condanna a morte, inevitabilmente, ha sollevato aspre critiche da parte delle organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International, che definisce la pena capitale come 'la negazione estrema dei diritti umani'. Il governo di Tokyo adesso teme possibili azioni di rivalsa da parte di gruppi di simpatizzanti della setta, e ha messo sotto sorveglianza tre fazioni formatisi dalla dissoluzione dell'Aum. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha detto che "le forze dell'ordine sono pronte ad ogni azione di controllo e pienamente operative".
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