
Ha giurato oggi nelle mani del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas), a Ramallah, il nuovo governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), sostenuto dai moderati di Fatah, ma non dagli islamico-radicali di Hamas al potere nella Striscia di Gaza. Il gabinetto - come annunciato nel pomeriggio - sarà guidato ancora dall'economista Salam Fayyad, un tecnico gradito ai governi occidentali che si era dimesso il 7 marzo scorso in vista di un possibile accordo di riconciliazione fra Fatah e Hamas destinato a dar vita a un esecutivo unitario. Accordo che tuttavia non si è finora realizzato, malgrado gli sforzi di mediazione dell'Egitto. Di qui la decisione di Abu Mazen di procedere alla costituzione di una nuova compagine per conto suo. Il governo Fayyad bis conta ben 25 ministri (contro i 16 del precedente, che era formato solo da tecnici), tra i quali 12 esponenti di Fatah, il partito di Abu Mazen. Hamas, per bocca di Fawzi Barhumi, ha già fatto sapere comunque che lo considera illegale e non lo riconosce. Ha inoltre accusato Abu Mazen di aver "sabotato" le residue speranze di accordo nell'ambito del dialogo interpalestinese del Cairo destinato in teoria a riprendere a luglio. Di fatto, il nuovo governo Fayyad manterrà il controllo solo su una parte del territorio palestinese - la Cisgiordania, che resta nelle mani di Abu Mazen e di Fatah -, non della Striscia di Gaza, passata nel 2007 sotto il dominio di Hamas. ATS
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