
Una donna di 57 anni è stata arrestata dalla polizia dell'Irlanda del Nord nell'ambito delle indagini sull'uccisione della giornalista Lyra McKee durate gli scontri di giovedì notte a Derry. Lo ha reso noto la polizia di Derry tramite il suo account Twitter. La donna è sospettata di attività terroristiche. Intanto il gruppo terrorista New Ira ha già ammesso la propria responsabilità per l'uccisione della giornalista e ha offerto le sue scuse sincere al partner, alla famiglia e agli amici della 29enne: lo riporta il quotidiano The Irish News, che ha pubblicato una dichiarazione dell'organizzazione paramilitare nella quale New Ira spiega che McKee è stata uccisa tragicamente nel corso di un attacco al nemico (la polizia).
Questo episodio di violenza riaccende i riflettori su ciò che resta del conflitto nordirlandese: alla vigilia della commemorazione repubblicana della storica repressione della 'Rivolta di Pasqua' del 1916 e nel pieno delle più recenti fibrillazioni politiche sul confine legate alla Brexit. Il teatro della vicenda è stato il complesso di Creggan, cuore di tenebra di Derry (o Londonderry, come si ostinano a chiamarla unionisti e inglesi), un caseggiato che fu in passato al centro delle violenze nella stagione insanguinata dei 'troubles'. Un luogo simbolo, off-limits negli anni '70 e '80 per le forze britanniche e a lungo sotto il pieno dominio della guerriglia, dove l’altra sera alcune pattuglie hanno fatto irruzione per una serie di controlli nell'ambito delle indagini sull'esplosione di un'autobomba avvenuta in città a gennaio.
Un'operazione alla caccia d'irriducibili nostalgici della lotta armata, a cui una parte del vicinato ha reagito scatenando una notte di disordini, fra bombe molotov, auto incendiate e spari. Fino all'arrivo dei corpi speciali e al conflitto a fuoco vero e proprio, ingaggiato da persone a volto coperto con gli agenti. E a quel colpo fatale che ha raggiunto la McKee riparata dietro un fuoristrada della polizia per raccontare da vicino quanto stava accadendo. Un colpo che ha ferito mortalmente la giovare reporter, spirata in ospedale poco dopo il ricovero. La prima giornalista uccisa nel Regno Unito dal 2001.
Unanime le condanne del mondo politico, da Londra e Dublino, come pure da Bruxelles, da dove il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha chiesto giustizia per la giornalista uccisa. Condanne arrivate anche da Belfast e dalla stessa Derry, che venerdì sera ha ospitato una veglia per Lyra alla presenza di cattolici e di protestanti, della leader politica unionista del Dup, Arlene Foster, come di quella dei repubblicani dello Sinn Fein, Michelle O'Neill: incapaci da due anni di ricostruire all'ombra della Brexit un governo locale d'unità nazionale e, tuttavia, unite oggi almeno in una netta condanna della violenza e della New Ira.
Una violenza che ci lascia "tutti più poveri", ha detto Sara Canning, compagna della vittima. Oltre a cancellare la voce di "una promessa del giornalismo investigativo britannico", come notano i media, militante del movimento Lgbt, autrice di libri e inchieste sulle code del conflitto nordirlandese, inserita fin dal 2016 da Forbes nella lista dei reporter under 30 più influenti d'Europa. Ma che prima di tutto strappa a Sara una parte di sé: "La donna con cui avrei voluto invecchiare".
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