
Un giornalista sportivo e un cameraman della radio televisione romanda (RTS) sono stati trattenuti per 13 giorni in Qatar contro la loro volontà.Stando a quanto comunicato oggi dalla RTS i due erano nell'emirato, che organizzerà i campionati mondiali di calcio del 2022, per un reportage. Il primo aprile una pattuglia della polizia li ha arrestati a Mesaïeed mentre stavano girando un filmato sul paesaggio. Sono stati ammanettati e interrogati per ore, dapprima in un posto di polizia locale e poi a Wakra. In seguito sono comparsi davanti a un giudice a Doha e si sono visti infliggere una multa, senza ottenere un verbale o una ricevuta. Sono stati rimessi in libertà, senza però l'autorizzazione a lasciare il paese. La telecamera è stata confiscata.Secondo la RTS nell'arco dei 13 giorni non sono mai stati concretamente accusati di nessuna infrazione. Prima della partenza la missione del Qatar a Ginevra aveva peraltro comunicato che potevano svolgere liberamente il loro lavoro. Ma solo dopo l'intervento dell'ambasciatore elvetico in Kuwait (la Confederazione non ha una rappresentanza sul posto) e del Dipartimento federale degli affari esteri hanno potuto recuperare la telecamera e prendere un volo per la Svizzera, dove sono arrivati venerdì mattina.La RTS deplora l'incidente e denuncia il modo di procedere arbitrario della polizia. A suo avviso si è trattato di una grave violazione della libertà di stampa. L'episodio sarà segnalato alle autorità competenti e alla FIFA.ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

