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Giornalismo: Usa, Washington Post vince sei Pulitzer
Redazione
18 anni fa

Il Washington Post ha vinto sei premi Pulitzer, quasi un Guinness dei primati, con un riconoscimento a inchieste e servizi che hanno contribuito a influenzare il dibattito politico in America tra cui la maxi-indagine sull'ospedale militare Walter Reed. Dana Priest, del Washington Post, ha vinto il premio per il giornalismo di servizio pubblico - una medaglia d'oro - grazie all'inchiesta che ha portato in luce le miserevoli condizioni dell'ospedale dove finiscono i militari feriti in Iraq e in Afghanistan. Sono stati premiati con un Pulitzer, tra gli altri, anche Jo Becker e Barton Gellman, sempre del Post, per avere raccontato il potere e la segretezza con cui governa il vice-presidente Dick Cheney, mentre Steve Fainaru ha ottenuto il riconoscimento per aver puntato i riflettori sui contractor privati in Iraq. Due premi sono andati anche al New York Times, uno per l'inchiesta sulle importazioni tossiche dalla Cina spartito con il Chicago Tribune. Alla agenzia Reuters è andato il premio per la fotografia: l'immagine è quella di un reporter giapponese ucciso mentre filmava una manifestazione in Birmania. E' la terza volta nei 92 anni della storia del Pulitzer che un giornale vince più di tre dei 14 premi di giornalismo in palio. Nel 2002 il New York Times ne aveva vinti sette, un primato tuttora imbattuto, il Los Angeles Times cinque nel 2004 e il Post quattro nel 2006. Il Pulitzer per il foto-giornalismo è andato alla foto dell'agenzia Reuters di un reporter giapponese ucciso durante una manifestazione in Birmania. Adrees Latif ha vinto "per la drammatica immagine del reporter giapponese, steso sul selciato e ferito a morte durante una manifestazione di piazza", si legge nella motivazione del premio annunciato oggi alla Columbia University. ATS

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