Cerca e trova immobili
Estero
Giordania: chiusi seggi, affluenza 53%, violenze
Redazione
16 anni fa

I giordani hanno votato oggi per eleggere i loro deputati, in elezioni boicottate dal principale partito di opposizione, il Fronte dell'azione islamica (Fai) e macchiate da violenze costate la vita a un uomo. L'afflusso alle urne è stato del 53%, come ha indicato poco dopo la chiusura dei seggi alle 19 (le 18 svizzere) Saad Shehab, direttore della commissione elettorale. I candidati erano 763, di cui 134 donne. Dei 120 seggi dodici sono riservati alle donne, nove ai cristiani e tre ai circassi, minoranza giunta dal Caucaso nel XIX secolo. "Se si paragona il tasso di partecipazione - ha affermato il primo ministro Samir Rifai - a quello degli anni precedenti, vi vede che il boicottaggio degli integralisti non ha influito sul processo elettorale". La percentuale più bassa di voto è stata registrata nella capitale Amman (34%), mentre nelle zone tribali la popolazione ha votato in massa, oltre l'80% di partecipazione. Circa 40 mila poliziotti e soldati sono stati dispiegati nel Paese per garantire la sicurezza delle operazioni di voto. Ma nel sud, a Karak, un giovane di 25 anni è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco e altri due sono rimasti feriti durante uno scontro fra sostenitori di candidati rivali. Episodi di violenza si sono registrati anche in altre regioni, rapidamente sedati dalle forze dell'ordine. Trenta giovani sono stati arrestati a Madaba, nel sud, perchè trovati in possesso di coltelli e asce. Gli elettori chiamati al voto nel regno hascemita, su una popolazione di circa sei milioni e 300 mila persone, erano circa due milioni e mezzo. Oltre alla Camera, il Parlamento giordano ha anche un Senato di 60 membri, designati dal re. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata