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Gilet gialli divisi, la frangia dura torna in piazza
Gilet gialli divisi, la frangia dura torna in piazza
Gilet gialli divisi, la frangia dura torna in piazza
Redazione
8 anni fa
I manifestanti hanno deciso di darsi appuntamento domani davanti all'Opera di Parigi, nonostante in molti chiedano una tregua

Il quinto atto dei gilet gialli è un appuntamento per "duri": il movimento che nell'ultimo mese ha messo in ginocchio la Francia si è spaccato dopo una settimana segnata dalle aperture del presidente francese Emmanuel Macron e dal tragico attentato di Strasburgo. In molti optano per una tregua ma la frangia oltranzista va avanti. E per domani a Parigi si dà un appuntamento inedito, davanti all'Opera.

Dopo le ultime due manifestazioni, devastanti per la capitale, presa d'assalto a margine delle manifestazioni da elementi violenti che hanno dato vita a una vera guerriglia urbana, molti sono stati gli appelli a una "tregua", rimasti per lo più inascoltati. Sono arrivati direttamente dal governo, ma anche da diversi esponenti politici. "Sinceramente - ha detto oggi il ministro dell'Interno Christophe Castaner - preferirei vedere le forze dell'ordine fare il loro mestiere, cioè perseguire i criminali, abbassare il rischio terrorismo, invece di dover garantire la sicurezza sulle rotatorie dove qualche migliaio di persone costringe a una mobilitazione enorme".

Diversi sono i portavoce dei gilet gialli che non hanno accettato di 'abbassare le armi' a causa dei fatti di terrorismo a Strasburgo. Nel dubbio che si possa riprodurre la situazione ingovernabile degli ultimi due "atti" della protesta, la prefettura di Parigi ha deciso di non abbassare la guardia. "I poliziotti sono molto stanchi, ma sono estremamente determinati", ha detto il viceministro degli Esteri Laurent Nunez in tv. Saranno di nuovo 8'000 a Parigi, come la settimana scorsa, e avranno ancora una volta l'appoggio di 14 blindati della gendarmeria. Anche a livello nazionale, il dispositivo sarà identico a quello di 7 giorni fa: 89'000 poliziotti e gendarmi sul territorio, un numero mai visto prima di questo movimento dei gilet gialli.

È difficile prevedere l'affluenza dei dimostranti, alcuni dei quali hanno manifestato stanchezza e voglia di arrivare finalmente al negoziato dopo le promesse del presidente della Repubblica lunedì scorso. "Le persone che si sono mobilitate finora, manifesteranno anche domani", ha sentenziato Fly Rider, al secolo Maxime Nicolle, icona web del movimento, che ha espresso il suo carisma parlando davanti alla sala della Pallacorda di Versailles, luogo culto della Rivoluzione francese del 1789. "Non solo le persone" sono più mobilitate "che mai", ha sostenuto Nicolle, ma dopo il discorso di Macron "alcuni che non partecipavano" al movimento "hanno deciso di entrare".

Al contrario, non pochi gilet gialli osserveranno una tregua: "Siamo consapevoli che le forze dell'ordine devono concentrarsi su punti critici in questo periodo di Natale" ha detto uno dei portavoce, Benjamin Cauchy. Gli ha fatto eco Jacline Mouraud, uno dei simboli dell'inizio del movimento con il suo video che ha fatto il giro del web: "Ci sono dei passi avanti, una porta aperta", ha detto annunciando che domani non manifesterà. A Parigi, la vigilia del penultimo sabato prima di Natale viene vissuta con un po' meno di tensione rispetto alle precedenti: hanno annunciato la chiusura il Louvre, il Museo d'Orsay, l'Opera e diversi negozi di lusso nel quartiere degli Champs-Elysées. Ma resteranno aperti in molti, anche i grandi magazzini Lafayette, Printemps e BHV, che avevano chiuso sabato scorso. Almeno fin quando il clima della manifestazione lo consentirà, hanno sottolineato nei loro comunicati.

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