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Giappone: stampa, metà vittime tsunami ha più di 65 anni
Redazione
15 anni fa

Oltre la metà delle vittime del sisma/tsunami dell'11 marzo, che ha devastato il nordest del Giappone, aveva più di 65 anni. Sono le stime, redatte sulla base degli elenchi forniti dalla polizia nazionale, del quotidiano Asahi secondo cui solo per un totale di 8.000 persone è stato possibile stabilire l'identità. In 4.398 casi (il 55,4% del totale) l'età era pari o oltre i 65 anni. Al momento il numero complessivo delle vittime è di 12.998, cui si aggiungono 14.691 dispersi. Prima del disastro, la popolazione "anziana" rappresentava il 25% dei residenti: "molti di loro - scrive l'Asahi - sono morti perché non hanno avuto il tempo di fuggire o non potevano farlo senza l'aiuto di qualcuno dopo l'allarme tsunami". La doppia tragedia è avvenuta nel pomeriggio, con la maggior parte dei bambini che era a scuola: questo ha contribuito a metterli in salvo, in luoghi più sicuri. L'Asahi, infine, ipotizza un bilancio ben più pesante con intere famiglie spazzate via dalla forza dello tsunami, mentre la distruzione degli uffici comunali rende complicato anche la consultazione degli elenchi dell'anagrafe. ATS

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