
Il progressivo miglioramento dell'economia e l'espansione dei programmi di assistenza sociale del governo contribuiscono a far scendere il numero dei suicidi in Giappone, una tendenza che si conferma in calo da 8 anni a questa parte. Secondo i dati preliminari dell'Agenzia nazionale di polizia, nei primi undici mesi del 2017, si sono registrati 21.140 suicidi, con il numero degli uomini più che doppio rispetto a quello delle donne. Tra le principali cause - rivela l'indagine dell'agenzia - ci sono le ragioni di salute, seguite dalle difficoltà economiche, e le problematiche nei rapporti familiari. Il numero delle persone che si sono tolte la vita in Giappone ha superato quota 30mila per 14 anni consecutivi - fino al 2011 - dopo aver toccato il picco agli inizi del nuovo millennio, in concomitanza con l'inasprirsi della crisi economica, conseguenza dello scoppio della bolla speculativa degli anni Novanta. Lo scorso luglio il governo nipponico ha adottato un piano per ridurre il numero dei suicidi sotto il 13% entro il 2025, in linea con i valori di Germania e Stati Uniti. Le principali iniziative dell'esecutivo si concentrano sulla riduzione degli orari di lavoro, l'assistenza alle donne che soffrono di depressione post-parto, e la lotta alle discriminazioni sul genere e sull'identità sessuale.
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