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Estero
Giappone: governo, senza nucleare difficile taglio emissioni
Redazione
15 anni fa

Senza il ripristino delle centrali nucleari danneggiate dal sisma/tsunami dell'11 marzo, in tutto 14, e senza la realizzazione di altri nove impianti atomici già programmati, il Giappone potrebbe essere essere costretto a rivedere profondamente i suoi ambiziosi obiettivi per abbattere le emissioni in atmosfera. È quanto emerge da una stima elaborata dal ministero dell'Ambiente nipponico, secondo cui un eventuale stop, anche solo temporaneo, ai programmi di sviluppo nucleare farebbe salire del 10% rispetto al 1990 le emissioni nocive nel 2020, una data entro la quale invece il governo si è impegnato a ridurre i gas serra del 25% sui livelli registrati nello stesso 1990. Lo studio è stato condotto ipotizzando un regime di produttività dell'85% per le centrali nucleari in funzione, e il passaggio alle fonti combustibili per la generazione dell'energia già assegnata agli impianti atomici, sia quelli adesso fuori uso che quelli ancora da costruire. Lo scenario peggiore potrebbe obbligare il Giappone non solo a rivedere al ribasso l'obiettivo per l'abbattimento delle emissioni, ma anche a varare una politica di drastico risparmio energetico per ridurre sensibilmente i consumi di elettricità. Prima della grave crisi nucleare di Fukushima, il Giappone aveva varato l'ambizioso piano di costruzione di 14 nuove centrali entro il 2030, con l'obiettivo, adesso fortemente in bilico, di generare dall'atomo il 50% del fabbisogno energetico nazionale. ATS

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