
Per ora nessuna conferma ufficiale, ma secondo indiscrezioni raccolte da vari mass media, i due cittadini svizzeri trattenuti da oltre un anno a Tripoli in seguito all'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico, potrebbero far rientro in Svizzera già nella giornata di oggi. Il sociologo ed ex consigliere nazionale Jean Ziegler, che negli scorsi giorni è più volte intervenuto nella vicenda, ha indicato all'ATS che un aereo del Consiglio federale è partito - a quanto sembra poco dopo mezzogiorno - alla volta della capitale libica. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) - di cui è titolare il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz - non ha tuttavia voluto confermare la notizia. Informazioni sulla sorte dei due svizzeri erano attese in occasione della conferenza stampa, che lo stesso Merz ha tenuto oggi dopo la firma di un accordo di doppia imposizione con il Lussemburgo, ma il presidente non ha voluto rilasciare nessun commento. Merz si è recato a sorpresa giovedì scorso a Tripoli, presentando scuse ufficiali per l'arresto di Hannibal Gheddafi e della moglie Aline, avvenuto nel luglio dello scorso anno in un albergo ginevrino, e accettando anche l'istituzione di un tribunale arbitrale, con sede a Londra, che sarà chiamato a stabilire responsabilità ed eventuali risarcimenti. Stando ad indiscrezioni giornalistiche, il DFF fornirà informazioni solo dopo il decollo dell'areo della Confederazione dalla capitale libica. ATS
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