Cerca e trova immobili
Estero
Ghana: cooperazione, da Accra criteri condivisi per sviluppo
Redazione
18 anni fa

La Dichiarazione di Accra, che ieri sera ha concluso il terzo "Forum ad alto livello sull'efficacia dell'aiuto allo sviluppo", è stata accolta da una standing ovation durata alcuni minuti da parte dell'assemblea che in un grande salone-tenda approntato per l'occasione l'ha così approvata per acclamazione. Il Forum è il proseguimento di un percorso nato a Roma nel 2003, continuato a Parigi nel 2005, e che si concluderà in un summit di verifica nel 2010. La delegazione svizzera ad Accra era guidata dal capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione Martin Dahinden. La Dichiarazione di Accra - una sorta di bilancio su quanto fatto fino ad oggi - prosegue nel lavoro con il "comune obiettivo" di liberare tutte le potenzialità dell'aiuto, in modo da raggiungere "risultati durevoli". Si torna anche sulla necessità di un lavoro comune "sul campo" tra paesi in via di sviluppo e paesi donatori. Il punto chiave è la cosiddetta 'ownership', ossia una più forte responsabilizzazione dei governi dei paesi in via di sviluppo per portare avanti le politiche di aiuto. Da parte loro, i paesi donatori li sosterranno "rispettando le priorità del paese, investendo nelle loro risorse umane e istituzioni, facendo un maggior uso dei loro sistemi per fornire l'aiuto e aumentando la certezza nelle scadenze dei flussi d'aiuto". Nel documento finale si afferma tra l'altro che è necessario ridurre la frammentazione degli aiuti e aumentare il valore dell'aiuto rispetto al denaro speso. Viene poi espressa una maggiore apertura a tutti i possibili attori dello sviluppo, auspicando sempre però un coordinamento. Si fa anche riferimento a quei paesi che già hanno percorso parte della strada dello sviluppo e da paesi riceventi stanno e possono divenire paesi riceventi-donatori in quella che viene auspicata come una cooperazione sud-sud. Il documento fa riferimento poi a un più profondo impegno di lavoro con le organizzazioni della società civile e alla necessità di adattare le politiche di aiuto per quei paesi che si trovino in una "situazione fragile". Il documento sottolinea comunque come quanto deciso ad Accra necessiti di un supporto politico alto e azioni coordinate sia a livello globale e regionale che paese per paese. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata