
La polizia israeliana in assetto antisommossa ha fatto irruzione oggi a Gerusalemme est nella Spianata delle Moschee, uno dei più esplosivi focolai di passioni religiose e nazionalistiche tra arabi e israeliani, per sedare disordini e porre fine a sassaiole da parte di gruppi di giovani musulmani. Da parte palestinese si afferma che circa una ventina di manifestanti sono stati feriti dalla polizia che a sua volta denuncia il ferimento di nove agenti. La polizia ha detto di aver arrestato 18 persone, compreso l'ex ministro dell'Autorità palestinese Hatem Abdel Khader, esponente del Fatah, e un alto dirigente dell'ala più radicale del Movimento Islamico israeliano. Dopo due settimane di calma relativa gruppi di fedeli islamici palestinesi e reparti della polizia israeliana sono perciò tornati ad affrontarsi nella Spianata delle Moschee: uno dei luoghi più sacri all'Islam, ma anche il più sacro per gli ebrei perché si ritiene si trovi sopra i resti del biblico Tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 d.C. dalle legioni romane dell'imperatore Tito. Nella tarda mattina la Spianata è stata chiusa al pubblico, fino a nuovo ordine. All'interno della moschea di Al Aqsa, assediata dalla polizia, si sono barricati per ore un centinaio di fedeli islamici che hanno poi abbandonato il sito. Apparentemente frutto di questo clima esasperato anche il ferimento, alcune ore dopo, di una guardia accoltellata da una giovane palestinese di Ramallah a un posto di blocco nella periferia nord di Gerusalemme est. Il capo del distretto di polizia Ilan Franco ha detto che gli agenti sono intervenuti nella Spianata per porre fine a lanci di pietre contro un gruppo di visitatori. Hanno fatto uso di candelotti lacrimogeni e granate assordanti. I responsabili islamici palestinesi hanno avvertito che la situazione potrebbe degenerare ulteriormente e hanno accusato la polizia di comportamento "provocatorio" nella Spianata. Il capo della polizia Dudi Cohen ha accusato il Movimento Islamico di aver istigato gli incidenti e ha anticipato una severa inchiesta nei confronti dei suoi dirigenti. Le nuove tensioni sarebbero legate a un convegno indetto in serata nel settore occidentale di Gerusalemme per rivendicare il diritto degli ebrei di pregare nella Spianata, cosa finora vietata. I partecipanti al convegno rappresentano un settore minoritario del mondo rabbinico israeliano di estrema destra. Dall'occupazione di Gerusalemme est nel 1967 tutti i Rabbini Capo di Israele, affiancati da numerosi altri rabbini, hanno infatti emesso "un assoluto divieto" a pregare nel sito per motivi religiosi. L'iniziativa ha comunque allarmato o è stata sfruttata dai responsabili islamici e palestinesi che hanno fatto appello ai fedeli di correre a "difendere la moschea al-Aqsa". Molto severe le reazioni dell'Autorità palestinese a Ramallah, di al Fatah e di Hamas ai fatti odierni. La polizia è stata fra l'altro accusata di aver "dissacrato" la Spianata. "Costernazione" e preoccupazione sono state espresse pure da Egitto e Giordania. Il primo ha anche compiuto un passo diplomatico presso il governo israeliano con l'intento di prevenire un ulteriore deterioramento della situazione. La Giordania ha accusato Israele di "pericolose provocazioni" e di mettere a rischio la pace e la stabilità nella regione. Anche l'Organizzazione della Conferenza islamica (Oci), infine, ha denunciato la "violazione" della Spianata delle Moschee da parte della polizia israeliana e ha convocato una riunione straordinario del suo Comitato esecutivo per decidere come "rispondere". ATS
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