Cerca e trova immobili
Estero
Gerusalemme Est; Anp protesta, Israele minimizza
Redazione
17 anni fa

"Israele deve scegliere: o la pace o le colonie". Sono le parole con cui oggi il capo negoziatore dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Saeb Erekat, ha unito la sua voce al coro di critiche innescato ieri dalla conferma del via libera israeliano alla costruzione di 900 nuovi alloggi a Gerusalemme est, la parte a maggioranza araba della Città Santa, la cui annessione allo Stato ebraico non è riconosciuta dalla comunità internazionale. Una decisione non inattesa, ma che ha fatto rumore per i tempi e i modi dell'annuncio, lasciato trapelare sui media in barba ai tentativi del negoziatore americano per il Medio Oriente, George Mitchell, di convincere il premier israeliano, Benyamin Netanyahu (Likud, destra), ad accantonare il progetto. Washington ha reagito con irritazione: un portavoce della Casa Bianca si è detto ieri sera "costernato", mentre oggi il presidente Barack Obama in persona è intervenuto con toni allarmati. Ma la cosa non sembra suscitare ripensamenti nella leadership israeliana, che in queste ore torna a respingere le accuse fra code polemiche e tentativi di ridimensionamento della vicenda. La Svizzera è preoccupata per l'intenzione di Israele di espandere gli insediamenti ebraici nel quartiere di Gilo, a Gerusalemme Est. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha lanciato un appello al governo israeliano perché sospenda immediatamente la costruzione delle 900 nuove case previste. Il DFAE chiede inoltre a Israele di bloccare tutti i progetti di insediamento nei territori palestinesi occupati. Berna "deplora" il modo di procedere del Governo israeliano. Gerusalemme Est, ricorda il DFAE, è parte integrante dei territori palestinesi. Secondo la Confederazione i progetti d'insediamento israeliani e la distruzione di case nei territori occupati violano il diritto internazionale umanitario. Questo proibisce infatti a una forza d'occupazione di distruggere beni nei territori controllati e di trasferire altrove i civili. L'attività d'insediamento israeliana, afferma inoltre il DFAE, "non è compatibile con un autentico processo di pace inteso a elaborare una soluzione completa e duratura del conflitto israelo-palestinese". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata