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Estero
Germania: voto; piu' duetto che duello tv, partita patta
Redazione
17 anni fa

Duetto più che duello ieri sera al tanto atteso confronto televisivo fra la cancelliera cristiano-democratica Angela Merkel e lo sfidante socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier. All'unico duello tv, a due settimane esatte dalle elezioni legislative in Germania, lo sfidante in posizione di attaccante, la cancelliera in posa presidenziale, ma al di là delle apparenze il confronto ha messo chiaramente in luce la contraddizione di questo faccia faccia: i due sono sì rivali, ma sono anche cancelliere e vice cancelliere nella grande coalizione al governo, e vanno anche molto d'accordo e in cuor loro probabilmente preferirebbero continuare a governare assieme. Nei primi commenti e sondaggi dopo il duello, iniziato alle 20:30 e durato 90 minuti, si parla sostanzialmente di un pareggio, con in parte un leggero vantaggio per Steinmeier. Su 600 spettatori consultati dalla Zdf subito dopo il duello, il 21% dava la Merkel vincente, il 31% Steinmeier ma il 48% indicava un pareggio. Altri condotti poco dopo davano il 31% a Steinmeier e il 28% alla Merkel, e viceversa 37% a lei e 35% a lui. Steinmeier, in netto svantaggio nei sondaggi elettorali sulla Merkel, si giocava il tutto per tutto ed era costretto ad attaccare. La Merkel, sicura in sella, si è mostrata sovrana nella sua tipica posa "presidenziale". Anche per lei però, con fino al 40% degli elettori ancora indecisi, il duello non era proprio una passeggiata: se una coalizione nero-gialla con i liberali (Fdp) non avrà la maggioranza al voto, la cancelliera rischia di trovarsi di nuovo al comando di una grande coalizione bis con la Spd, ma anche di perdere del tutto la poltrona. Se infatti Spd, Verdi e Linke, il partito radicale di sinistra formato di post-comunisti e ribelli della Spd, hanno assieme una maggioranza non è escluso che si arrivi, a dispetto delle assicurazioni in senso contrario di Steinmeier, a una coalizione rosso-rosso-verde. Vestiti entrambi di scuro con un richiamo rosso: lui la cravatta, lei un girocollo di coralli. Molta sintonia anche nel tono e sui temi. Steinmeier ha perorato per un cambio di politica con lui come garante e ha difeso i risultati della grande coalizione sottolineando però che in parte sono il frutto del precedente governo rosso-verde. La Merkel ha pure difeso l'operato del suo governo e detto di sperare dopo il voto in una maggioranza per una coalizione con i liberali (Fdp) perché sarebbe meglio per fronteggiare le conseguenze della crisi e creare crescita e lavoro. Entrambi hanno difeso l'impegno tedesco in Afghanistan confermando il desiderio di cominciare a pensare a un ritiro (il 2013 o il 2014 gli anni citati). Sulla Opel, Steinmeier è andato all'attacco dicendo che se al governo ci fosse stata la Fdp a quest'ora l'azienda automobilistica sarebbe "morta stecchita". La Merkel lo ha contraddetto dicendo che anche il suo partito e i liberali si sono adoperati per una soluzione per la Opel e che quella raggiunta per la vendita alla Magna è la migliore. Divergenze sul nucleare: Steinmeier è per confermare l'uscita dal nucleare, la Merkel è per una transizione fino a un'inversione verso il rinnovabile. Sul salario minimo anche divergenze, e convergenza invece sulla necessità dopo la crisi di arrivare a nuove regole dei mercati finanziari. ATS

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