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Estero
Germania: trattative governo anche domani, accordo sull'Ue
Redazione
9 anni fa

"La volontà c'è". A fine giornata lo assicurano quelli dell'Unione, come i socialdemocratici tedeschi. Ma l'accordo finale per ora manca, e quindi le trattative per il governo, in Germania, verranno prolungate per la seconda volta e proseguiranno anche domani. Il punto decisivo su cui si continua a litigare è il lavoro: i contratti a tempo determinato immotivati, cui si oppone con energia l'SPD di Martin Schulz. Mentre è stato raggiunto l'accordo che l'ex presidente del Parlamento Europeo più aveva a cuore: quello sulle politiche europee. Dove i socialdemocratici sono riusciti a ottenere, ha sostenuto Schulz su Twitter, più investimenti, la fine del diktat del risparmio e un rilancio della lotta alla disoccupazione giovanile. "Insieme vogliamo mettere l'Europa al primo posto della nostra azione di governo. Adesso abbiamo una vera chance di migliorare l'Europa in questo senso, il nostro. E dovremmo usare questa chance". Le promesse fatte a Emmanuel Macron, stando a questo annuncio, sarebbero state mantenute. In serata è stato invece Daniel Guenther, della Cdu, ad affermare: "Avremo certamente bisogno della giornata di domani, ma resto ottimista che domani ce la faremo". Complessivamente Cdu, Csu e Spd si sono già incontrati su molti temi: dal sistema previdenziale a quello sanitario (anche se ancora si dibatte sul nodo della "doppia classe" di pazienti), dal ricongiungimento familiare dei profughi (con la proroga dello stop fino al 31 luglio e poi l'arrivo di contingenti di familiari da 1000 al mese). C'è la grande offensiva sull'istruzione, con 2 miliardi di investimenti per le scuole e 5 per il patto digitale. La novità in questo settore è la partecipazione del Bund (prima le spese andavano affrontate a livello comunale). Sulla sicurezza si pensa di promuovere 7.500 nuovi posti di lavoro, per rafforzare i corpi delle forze dell'ordine, e 6000 nella giustizia. Il bonus sui figli sarà aumentato di 25 euro al mese, e si aiuteranno le famiglie promuovendo l'abitazione propria: la cosiddetta Groko prometterebbe 1200 euro per bambino, per anno, per 10 anni, alle famiglie che intraprendono il progetto di costruirsi una casa. Una rottura, al tavolo, è teoricamente ancora possibile. Ma i socialdemocratici verrebbero certamente puniti al voto, secondo il calcolo di molti osservatori. Anche se i sondaggi li danno già drammaticamente in calo: e stando a un rilevamento commissionato dalla Bild in uscita domani, la Grande coalizione tedesca resa possibile (anche se in formato mini) dal voto del 24 settembre al momento non avrebbe più neppure la maggioranza: la Cdu è data infatti al 30,5 e l'Spd al 17 (dalle urne uscirono con il 33 e il 20%, e una maggioranza del 53). Resta aperta, nella Willy Brandt Haus, anche la questione del futuro di Schulz al governo. Un sondaggio ha mostrato che gli elettori preferirebbero che rinunciasse a un posto nell'esecutivo di Merkel, mentre vedrebbero ancora bene un dicastero per Sigmar Gabriel. Se domani si annunciasse l'intesa, mercoledì sarebbe presentato l'accordo di governo a Berlino. Ma la partita non sarebbe ancora risolta: inizierebbe, a quel punto, il conto alla rovescia per il referendum della base dei socialdemocratici, che dovranno votare per posta. Il risultato (aperto, alla luce della campagna dei giovani dello Juso che hanno convinto quai la metà dei delegati a Bonn contro la Grosse Koalition di Merkel IV) potrebbe arrivare fra il 3 e il 4 marzo.

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