
Si è in parte già sgonfiato, in Germania, l"effetto Steinbrueck'. La Spd torna infatti a calare nei sondaggi dopo aver raggiunto, la scorsa settimana, la percentuale più alta degli ultimi sei anni (30%) in seguito alla nomina dell'ex ministro delle Finanze di grande coalizione, Peer Steinbrueck, a candidato cancelliere. Secondo un'inchiesta realizzata dall'istituto demoscopico Forsa, se si votasse domenica il partito socialdemocratico tedesco otterrebbe il 29% dei voti, un punto in meno rispetto alla scorsa settimana. Diminuiscono anche i sostenitori di Steinbrueck, dal 35% al 32%, mentre l'attuale cancelliera Angela Merkel è la più accreditata a governare il Paese per il 48% degli intervistati (+2%). Sul fronte del centrodestra ritorna inoltre a crescere l'Unione di Cdu e Csu di Merkel, che passa dal 36% al 37%, mentre resta ferma al 4%, sotto la soglia di sbarramento, il partito liberale Fdp. Calano invece i Verdi, potenziali alleati dell'Spd, oggi accreditati dell'11% (-1%), il valore più basso registrato nel 2012. Tra gli 'outsider' sale il partito della sinistra radicale Die Linke, che arriva all'8% (+1%). Si arresta poi il crollo dei Pirati, fermi al 5%, otto punti sotto il picco del 13% raggiunto solo la scorsa primavera. ATS
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