
La Camera dei Länder tedesca (Bundesrat) ha respinto l'accordo fiscale con la Svizzera. L'intesa è stata bocciata questa mattina dalla maggioranza rosso/verde. Il testo potrebbe ancora essere salvato grazie ad un eventuale compromesso negoziato in dicembre. Poco prima del voto il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble aveva invitato ad approvare l'accordo, che sarebbe dovuto entrare in vigore il primo gennaio 2013. A suo modo di vedere, l'intesa avrebbe messo fine all'attuale situazione "insoddisfacente". L'accordo negoziato fra Berlino e Berna, approvato lo scorso 25 ottobre dall'altra Camera del parlamento tedesco (Bundestag), prevede un'imposta liberatoria alla fonte del 21-41% per regolarizzare i capitali finora depositati in nero nelle banche elvetiche e un'imposta analoga del 26,375% sui redditi futuri degli stessi. Viene inoltre garantito l'anonimato dei titolari dei conti. "La Svizzera è sempre disposta a condurre a buon fine il processo di ratifica con la Germania", ha comunicato la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf, prendendo atto della bocciatura del Bundesrat tedesco. Da parte svizzera - afferma una nota del Dipartimento federale delle finanze (DFF) - non ci sono ostacoli alla ratifica, dopo l'approvazione dell'accordo da parte delle Camere in giugno e il fallimento del referendum. Nonostante la bocciatura odierna - ricorda il DFF - la procedura in Germania non è ancora conclusa. Occorre infatti attendere il risultato di una conferenza di mediazione, composta di membri del Bundestag (Camera del popolo) e Bundesrat (Camera dei Länder) tedeschi, che potrebbe essere ancora convocata. "In ogni caso la Svizzera porrà in vigore con effetto al primo gennaio 2013 le convenzioni sull'imposizione alla fonte concluse con Gran Bretagna e Austria", sottolinea la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. Infatti, le relative procedure di ratifica sono già terminate. Delusione sulla decisione del Bundesrat tedesco è stata espressa dall'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), la quale spera che si possa trovare una soluzione grazie ad una conferenza di mediazione. La camera del Länder si è "lasciata sfuggire un'importante occasione per adottare una soluzione duratura, ottimale ed equa per tutte le parti volta a regolare definitivamente le controversie fiscali bilaterali", scrive l'ASB in un comunicato. A suo avviso, il "no" è dovuto "esclusivamente a considerazioni di politica interna" e non a motivi oggettivi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

