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Germania: processo a gigolò svizzero che ricattava donne facoltose
Redazione
17 anni fa

Helg Sgarbi, cittadino svizzero, ha confessato oggi davanti al tribunale di Monaco di Baviera di avere ricattato - a scopo di estorsione - facoltose donne tedesche, tra le quali la miliardaria Susanne Klatten, erede della famiglia Quandt, proprietaria della casa automobilistica Bmw. Secondo l'agenzia stampa tedesca Dpa, l'avvocato di Sgarbi - Egon Geis - ha letto questa mattina la piena confessione del suo assistito, riconoscendo la sua colpevolezza per tutti i capi d'accusa, tra cui quelli di estorsione e tentata estorsione. Da parte sua, Sgarbi ha espresso rammarico per le sue azioni, scusandosi con le vittime. La Klatten, che aveva denunciato il caso, non era presente in aula e, secondo alcuni esperti, potrebbe non essere chiamata a testimoniare alla luce della confessione. Secondo l'accusa, Sgarbi operava all'interno di un'organizzazione gestita dall'italiano Ernano Barretta e specializzata nei ricatti ai danni di ricche signore tedesche. Sempre secondo l'accusa, Sgarbi agganciava le signore, intrattenendo con loro relazioni sentimentali, mentre Barretta filmava i rapporti intimi. I video venivano poi utilizzati per ricattare le vittime. In totale Sgarbi, 44 anni, sarebbe riuscito ad estorcere somme pari a 9,4 milioni di euro, di cui 7 milioni sottratti alla sola Klatten. Rischia fino a dieci anni di carcere. ATS

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