
Al tavolo delle trattative con l'Unione cristiano-democratica, i socialdemocratici tedeschi (Spd) hanno ottenuto sei ministeri e intendono destinarvi "tre donne e tre uomini", ha annunciato il vicecancelliere in pectore, che avrà la delega alle finanze, Olaf Scholz. Ma per l'ufficializzazione dei ministri dell'Spd bisognerà attendere ancora qualche giorno. Se Angela Merkel ha sistemato le cose in casa sua la settimana scorsa, dopo il voto dell'Spd che ha dato il via libera oggi all'esecutivo con la cancelliera, l'ultima incognita resta l'elenco dei socialdemocratici: per non incorrere in polemiche dannose per il partito, hanno rimandato al 12 marzo l'annuncio dei nomi della squadra di governo. Ancora incerto è, ad esempio, chi ricoprirà il ruolo di ministro degli esteri. Dopo lo scontro con Martin Schulz, Sigmar Gabriel ha perso molti punti. Motivo principale dell'avversione diffusa a una conferma dell'attuale capo della diplomazia, la frase infelice pronunciata contro l'ex leader del partito, proprio a causa della contesa sul dicastero: "Mia figlia dice che è meglio stare con loro piuttosto che con l'uomo con i capelli in faccia", sbottò Gabriel all'indomani della decisione di Schulz di prendersi il ministero degli esteri. Parole che indignarono media e politica. Per la stessa casella vengono fatti i nomi di Katarina Barley, 49 anni, Heiko Maas, ministro uscente della giustizia, e Thomas Oppermann, 63 anni, ex capogruppo parlamentare. Per il ministero del lavoro, terzo dicastero cruciale, vengono presi in considerazione Hubertus Heil, 45 anni, e la stessa Barley. Figlia di un giornalista britannico e di un'insegnante tedesca, questa giurista di alto profilo che ha mollato il diritto per dedicarsi alla politica è chiaramente in ascesa fra i socialdemocratici. Alla giustizia potrebbe essere confermato Maas o potrebbe arrivare Eva Hoegl. Infine Christina Kampmann (37), o la "ossi" (dell'est della Germania) Franziska Giffey, 39 anni, potrebbero andare al ministero della famiglia, e Matthias Miersch all'ambiente.
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