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Estero
Germania: elezioni; per Merkel quasi fatta, ma con chi?
Redazione
17 anni fa

Domani 62,2 milioni di tedeschi si recheranno alle urne e oggi, nel rush finale, i principali leader hanno tenuto gli ultimi comizi. Per la cancelliera Angela Merkel non ci dovrebbero essere sorprese: tutti i sondaggi la danno in netto vantaggio e una sua rielezione pare scontata. Ma la domanda per lei è con chi allearsi dopo il 27. A detta dei commentatori, la campagna è stata noiosa perché condizionata da un vizio di fondo: i due principali concorrenti, i cristiano democratici (Cdu-Csu) della Merkel e i socialdemocratici (Spd) dello sfidante Frank-Walter Steinmeier, hanno potuto affrontarsi solo col guanto di velluto perché seduti assieme gli ultimi quattro anni al governo nella grande coalizione nero-rossa. Domani si vota anche in due Laender: Brandeburgo, il Land dell'est attorno a Berlino, e Schleswig-Holstein, il Land più a nord. Le elezioni si svolgono sotto severe misure di sicurezza dopo le minacce terroristiche alla Germania lanciate in due video nei giorni scorsi e ribadite ieri da Osama bin Laden all'occidente se non ritirerà le truppe in Afghanistan. Tutti i leader hanno esortato oggi a lottare fino all'ultimo: "vale la pena parlare fino a tarda sera con ogni vicino e amico", ha detto la Merkel a Berlino. Anche Steinmeier ha fatto coraggio dicendo, in un comizio a Dresda, che la partita è aperta e alla fine "l'esito sarà del tutto diverso da quello pronosticato da settimane". Più che ottimista anche il leader liberale Guido Westerwelle: per la Fdp sono le "ultime ore all'opposizione", ha annunciato in un comizio a Colonia. Se l'elezione fosse diretta, con indici di popolarità alle stelle, la Merkel avrebbe già la vittoria in tasca, ma quel che conta è la 'Kanzlermehrheit' (maggioranza del cancelliere), ovvero i numeri per governare. Le alternative più probabili sono una coalizione coi liberali (Cdu-Csu-Fdp), o una riedizione della grande coalizione con la Spd. Alla Merkel, personalmente, questa seconda opzione non dispiacerebbe ma da giorni, perché pressata dal partito, ripete come un mantra che una coalizione con la Fdp sarebbe la cosa migliore per il Paese. Il partito, soprattutto l'ala conservatrice, si aspetta che questa volta la Merkel mantenga la parola. Già una volta, nel 2005, quando una maggioranza con la Fdp sembrava sicura (e alla fine si arrivò a una grande coalizione) non l'ha mantenuta. Se anche questa volta fallisse, per la Merkel sarebbero guai dentro il partito. Gli ultimi sondaggi danno alla pari (47%) una coalizione nero-gialla e una rosso-rosso-verde. Quest'ultima però, a credere alla parola dei leader, è solo teorica perché sia Spd che Verdi escludono a livello federale coalizioni con la Linke (sinistra radicale). Un sondaggio Forsa ieri dava Cdu-Csu al 33%, 25% a Spd, 14% a Fdp,12% alla Linke, 10% ai Verdi. Decisivi per una coalizione nero-gialla potrebbero risultare i mandati eccedenti che alla fine potrebbero assicurarle la maggioranza. In un fondo oggi sulla Sueddeutsche Zeitung il direttore Hans Werner Kilz rileva che la Merkel è la sola dopo Adenauer a essere sicura di essere rieletta. Ha fatto bene e la gente, indipendentemente dal partito o la coalizione, vuole lei: in coalizione con la Fdp o la Spd. La Spd, dice, è messa male e le converrebbe andare all'opposizione e preparasi a negoziare con la Linke per quando Lafontaine e Gysi (attuali leader) se ne saranno andati. Altre due opzioni ci sarebbero: basterebbe che Westerwelle (che punta solo a una coalizione con Cdu-Csu) si dimettesse. In tal caso sarebbero ipotizzabili altre due alleanze: una 'semaforo' rosso-verde-gialla con Spd e Verdi, o una 'giamaica' nero-giallo-verde con Cdu-Csu e Verdi. ATS

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