
Nelle trattative tra i partiti di maggioranza tedeschi per la nascita di una grande coalizione, la bavarese Csu punta a impegnare il prossimo governo a sostenere in Ue la possibilità di un'esclusione dall'euro dei Paesi non in grado di rispettare i parametri di Maastricht. "La Csu si impegna affinché gli Stati membri che in un tempo prevedibile non si dovessero dimostrare" in condizione di rispettare Maastricht possano avere "la possibilità di uscire" dall'euro, precisa un documento dei negoziatori nel gruppo di lavoro Ue. Inoltre, continua la proposta Csu, deve essere elaborato "un procedimento che porti alla ristrutturazione del debito pubblico" degli stessi Paesi della moneta unica. Ieri di fronte alla stampa, dopo il quinto round di negoziato allargato a 75 membri con Cdu e Spd, il segretario generale della Csu, Alexander Dobrindt, aveva fatto riferimento solo ad alcuni punti contenuti nelle rivendicazioni europee del suo partito, cioè al "ritorno di competenze" da Bruxelles a Berlino e al ridimensionamento della commissione europea. I futuri alleati di grande coalizione hanno provato a minimizzare le posizioni radicali espresse dai bavaresi ricordando come, a breve, la Csu terrà il suo congresso a Monaco.
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