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Estero
Germania: commissione Ue; E.coli, trovare al più presto cause
Redazione
15 anni fa

"È solo limitata al nord della Germania la diffusione del batterio E.Coli. anche se l'infezione è stata constatata anche su un certo numero di svedesi che ancora non è certo dove siano entrati in contatto con il batterio. In Europa comunque, oltre agli Stati membri l'allerta è scattata presso tutti gli organismi di sicurezza alimentare ed in primo luogo, il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc)". Lo ha confermato, oggi a Bruxelles, Frederic Vincent, portavoce del commissario alla sanità Ue, John Dalli, facendo il punto sulla diffusione del batterio che ha già provocato almeno tre morti in Germania. Secondo esperti europei, le autorità tedesche avrebbero già individuato oltre 200 casi di E.coli nella variante più pericolosa 'Hus'. Il batterio provoca lesioni all'intestino - causando diarrea continua - e può colpire anche i reni. Si può trovare in alimenti e acqua contaminati, in particolare nel latte non pastorizzato, nella carne bovina non abbastanza cotta, ma anche in verdure come lattughe, spinaci, non sufficientemente lavate. "La nostra prima preoccupazione è che si faccia tutto quanto è necessario per trovare la causa delle infezioni", si è limitato a dire il portavoce senza confermare il numero di casi accertati in Germania. Intanto un laboratorio ad Amburgo ha già attivato le ricerche insieme a degli epidemiologi. Bruxelles segue da vicino la situazione anche nel timore che il batterio Escherichia coli (E.coli) degeneri in modo più ampio nella variante 'Hus' più pericolosa per l'uomo. La Germania ha fatto scattare il 25 maggio il sistema di allerta rapido Ue (una specie di 'telefono rosso' per i casi urgenti a rischio salute umana) dopo aver constatato a partire dal 22 maggio un aumento della diffusione dell'infezione che ha una incubazione tra i tre e i 10 giorni. Nel 2009 sono stati accertati nell'Ue 3.573 casi di E.coli in 24 paesi Ue di cui 878 in Germania. ATS

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