
Il tabù vacilla, il totem scricchiola: il pareggio di bilancio, perno ideologico della politica economica tedesca così influente in Europa, è "in pericolo" perché Berlino non ha risorse sufficienti a finanziare la lotta ai cambiamenti climatici che vuole condurre.
A certificarlo è la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), l'autorevole quotidiano conservatore tedesco che ha raccolto segnali e indiscrezioni degli ultimi giorni. La Faz segnala però anche resistenze a questa traumatica rottura col recente passato, favorita peraltro da una situazione economica difficile come attesta un crollo dell'export: -8%, il peggiore degli ultimi tre anni, appena annunciato per giugno. E la settimana prossima sta per arrivare la conferma che l'economia tedesca è rimasta in stagnazione nel secondo trimestre, prevede il Financial Times.
La "schwarze Null", lo "zero nero" che compare in un bilancio senza deficit come quello di previsione 2020 di Berlino, viene realizzato in Germania dal 2014: e dopo i colossali investimenti nella ex Repubblica democratica tedesca (Ddr) da inglobare nell'ovest, il pareggio ha riportato i conti pubblici tedeschi in linea con l'idea che il "debito" sia una "colpa", come attestano i due significati della parola "Schuld".
Per ora, di concreto, la Faz segnala "conti interni" fatti fare dal ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz considerando tutte le spese che i diversi dicasteri vorrebbero fare per lottare contro l'effetto serra: si è arrivati alla somma di 30 miliardi di euro (33 miliardi di franchi) entro entro il 2023, ossia 8 miliardi di euro l'anno che anche il bilancio della quarta potenza economica mondiale non ha.
"Nessun margine" di manovra, ha scritto il giornale notando che lo stesso Scholz, parlando della ristrutturazione di un bacino carbonifero, non ha ripetuto la "professione" (di fede) nel pareggio di bilancio.
Un obbiettivo che anche due candidati alla guida dell'Spd, il Partito socialdemocratico partner di minoranza del governo della cancelliera Angela Merkel, proprio giovedì hanno chiesto di abbandonare pur di salvare l'ambiente, nota il quotidiano elencando anche altri segnali: tra l'altro il capo di un istituto di ricerca economica "vicina ai datori di lavoro", Michael Huether dell'Iw, che ha definito il pareggio di bilancio tedesco "una sorta di simbolo erotico", quindi superabile. Più concretamente la banca pubblica tedesca Kfw stima che a Berlino servano 138 miliardi di euro di investimenti.
La Germania del resto, paese in cui un continuo bombardamento mediatico crea apprensione per i cambiamenti climatici, è impegnata ad abbandonare l'inquinante carbone come fonte di energia entro il 2038 con una spesa pari a 40 miliardi di euro.
L'abbattimento del totem non però sicuro o almeno non-agevole dato che il pareggio di bilancio è ancorato nella Costituzione ed esponenti del partito di Merkel difendono la "schwarze Null" che ancora tre settimane fa la cancelliera ha definito "giusta e importante" per non oberare le generazioni future.
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