
Gli Usa sono per una "Georgia unificata". Lo ha dichiarato oggi a Tblisi il vicepresidente americano Joe Biden, come riferisce l'agenzia Interfax. "Noi vogliamo una Georgia libera, sicura, democratica e unificata", ha dichiarato parlando davanti al parlamento georgiano. Ma Tbilisi deve fare "molto di più" per consolidare la sua democrazia. "Siamo contro le sfere di influenza che risalgono al XIX secolo e non hanno nulla a che fare con il XXI secolo", ha aggiunto, alludendo alla Russia, che rivendica interessi privilegiati nell'ex Urss. "Noi non riconosceremo l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud come Stati indipendenti", ha proseguito. Biden ha proseguito affermando che "la Georgia non può essere chiamato un paese libero finché ci saranno tentativi di cambiare il potere con la forza, finché non ci saranno tribunali liberi, stampa libera, finché la gente non potrà prendere decisioni sulla base di informazioni oggettive, finché avranno luogo tentativo di cambiare il potere con le manifestazioni di piazza. Fino ad allora non si potrà parlare della libertà piena della Georgia". Intanto oggi l'Unione europea si è detta pronta a prolungare di un anno la sua missione in Georgia. Un'intesa di massima in questo senso è stata raggiunta tra i rappresentanti permanenti dei 27 a Bruxelles e sarà formalizzata lunedì dal Consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue. Il mandato della missione, decisa da Bruxelles dopo la guerra russo-georgiana dell'agosto scorso, scade il 15 settembre. Il responsabile della missione Eumm, il tedesco Hansjorg Haber, già in marzo aveva sottolineato l'opportunità di un suo prolungamento. Con 209 uomini, la missione dell'Ue è dislocata in Georgia a ridosso delle repubbliche secessioniste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud, ma non ha mai ottenuto il permesso di entrare in questi territori. Tuttavia, è l'unica missione internazionale rimasta nell'area dopo la chiusura di quella dell'Osce, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. ATS
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