
L'Unione europea "non è unanime" sulla richiesta di istituire a livello internazionale una commissione di inchiesta indipendente sulle responsabilità della guerra tra Georgia e Russia. Lo riferiscono fonti europee. La proposta di un'inchiesta viene mantenuta dalla presidenza francese di turno della Ue nel testo delle conclusioni del consiglio esteri di lunedì prossimo, ma alcuni paesi, tra cui Polonia, Gran Bretagna e le tre repubbliche Baltiche ("il fronte degli amici della Georgia") la contestano. L'Italia ha molto insistito per mantenere la proposta, così come la Germania. "Ma non è chiaro chi deve condurre l'inchiesta e cosa esattamente deve fare", hanno commentato le fonti. Molta incertezza c'é anche sull'avvio dei negoziati, il 15 ottobre a Ginevra, per la sicurezza e la stabilità delle due regioni separatiste georgiane, Ossezia del sud e Abkhazia, come previsto nel punto sei dell'accordo firmato a Mosca l'8 settembre scorso. "Lunedì si comincerà a parlare di come affrontare il negoziato. A parte la data del 15 ottobre su tutto il resto la nebbia è assoluto", rilevano le fonti. Non è chiaro chi parteciperà a nome della Ue e resta anche irrisolto il nodo dell'eventuale presenza dei rappresentanti di Ossezia e Abkazia. Dal consiglio di lunedì, la presidenza francese attende la piena conferma degli impegni assunti per l'applicazione integrale dei sei punti dell'accordo dell'8 settembre, in particolare il ritiro delle truppe russe dalla zona di sicurezza attorno alle due regioni separatiste, che comincerà quando la missione civile europea sarà dispiegata. ATS
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