
Due esplosioni avvenute oggi in Abkhazia e in Ossezia del Sud hano rialzato le tensioni con la Georgia, mentre il primo ministro russo Vladimir Putin ha sostenuto la necessità di abolire, per motivi tecnici, le frontiere con i sudosseti, sottolineando comunque che ciò non comporta una integrazione di Tskhinvali nella Federazione russa. La prima esplosione, quella di un'autobomba, è avvenuta a Sukhumi, 'capitale' dell'Abkhazia, vicino all'edificio dei servizi di sicurezza e del ministero degli interni locali, provocando danni ma non vittime. Le autorità abkhaze hanno accusato i servizi segreti georgiani di essere dietro all'attentato. In un sobborgo di Tskhinvali, 'capitale' dell'Ossezia del sud, un bambino ha raccolto dalla strada un pacco, un casco secondo altre fonti, che si è rivelato un ordigno mascherato. Il ragazzino, 13 anni, è morto nell'esplosione. Oggi Putin ha affermato che la Russia deve aiutare l'Ossezia del Sud nella sua ricostruzione, per cui "in sostanza la frontiera con quella repubblica sarà eliminata". Il premier ha comunque detto che non si parla di una integrazione del territorio sudosseto nella Federazione russa, anche se una "stretta interazione economica" deve essere garantita con Tskhinvali. Putin ha poi aggiunto di ritenere che in futuro le relazioni diplomatiche con la Georgia verranno ristabilite. Nell'attesa, è "guerra" di mostre fra Tbilisi, Mosca e Tskhinvali: il ministro georgiano della cultura Nikoloz Vacheishvili ha annunciato oggi l'intenzione di aprire un museo "sugli atti di aggressione russa", con l'assistenza di specialisti lituani e polacchi. L'esposizione sarà ospitata nel museo di Stalin a Gori, a circa 80 km di Tbilisi. ATS
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