
Situazione tranquilla finora in Georgia dopo che ieri il presidente Mikheil Saakashvili ha decretato lo stato di emergenza in tutto il paese per 15 giorni, accusando Mosca e i suoi servizi segreti di aver orchestrato le manifestazioni di piazza con l'obiettivo di un colpo di Stato. L'opposizione ha deciso di prendersi una pausa per tutti i 15 giorni, invitando la gente ad astenersi dalle proteste per non restare vittima degli abusi della polizia. Pur condividendo la politica filoccidentale del presidente, che punta a far entrare la Georgia nella Nato e nella Ue, l'opposizione lo accusa di autoritarismo, corruzione e incapacità di fronteggiare la povertà, chiedendone le dimissioni. Le manifestazioni sono durate sei giorni, ma ieri Saakashvili vi ha posto fine con l'uso della forza: le truppe anti sommossa hanno disperso i manifestanti con l'uso di lacrimogeni, idranti e manganelli. Il bilancio degli scontri è stato di 508 feriti (di cui 24 agenti), in gran parte rimasti intossicati dal gas o contusi. Attualmente i ricoverati sono 94. ATS
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