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Georgia, meno tasse per le donne incinte
Immagine Shutterstock
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8 giorni fa
Lo scorso 20 luglio una Corte d’appello federale inferiore ha deciso per l’entrata in vigore della “legge sul battito cardiaco fetale” con l’obiettivo di vietare l’aborto dopo la sesta settimana. La legge consente inoltre alle donne di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il proprio feto fino a un importo di 3mila dollari

Tutte le donne gravide dello Stato americano della Georgia potranno riconoscere i loro feti come dipendenti nelle dichiarazioni dei redditi. Lo ha annunciato il Dipartimento delle Entrare dello Stato lo scorso primo agosto, spiegando che le donne potranno chiedere una detrazione fino a 3mila dollari per qualsiasi feto il cui battito cardiaco possa essere rilevato a partire dalla sesta settimana di gestazione. In altre parole, le donne potranno detrarre i loro feti come persone a carico sulle loro tasse. Una decisione che si riallaccia alla legge anti-aborto del 2019, entrata in vigore lo scorso 24 giugno dopo l’approvazione da parte di un giudice della Corte Suprema, quando la storica sentenza Roe Vs Wade è stata ribaltata dopo 50 anni. Qualche settimana fa, il 20 luglio, una Corte d’appello federale inferiore aveva inoltre deciso l’entrata in vigore di una legge della Georgia che vieta la maggior parte degli aborti all’interno dello Stato.

Una legge attesa da tempo
La legge in questione, che consente la detrazione, faceva parte della “legge sul battito cardiaco fetale”. Una legge che la Georgia aveva già approvato tre anni fa, con l’obiettivo di vietare l’aborto dopo il rilevamento dell’attività cardiaca del feto, normalmente a partire da sei settimane di gestazione. La legge consentiva alle donne anche di riscuotere alimenti per il feto, ma rientrava in una delle numerose proibizioni e restrizioni al diritto all’aborto che per anni non sono potute entrare in vigore. C’è voluto lo zampino della nuova super-maggioranza conservatrice della Corte Suprema per mettere fine a queste protezioni, permettendo a questa legge della Georgia di diventare effettiva. Una scelta ovviamente sostenuta da alcuni esponenti del movimento anti-aborto.

Feti idonei all’esenzione dall’imposta sul reddito
Il Dipartimento ha dichiarato che dal 20 luglio avrebbe iniziato a “riconoscere qualsiasi bambino non ancora nato con un battito cardiaco umano rilevabile come idoneo a ricevere l’esenzione individuale dall’imposta sul reddito per lavoro dipendente”. Con questa decisione, ogni donna gravida può usufruire di un’esenzione fiscale personale fino a 3mila dollari per ogni feto, quindi anche nel caso ne porti in grembo più di uno. Ovviamente, le contribuenti dovranno fornire “le cartelle cliniche pertinenti o altra documentazione di supporto nel caso venga richiesto dal Dipartimento delle Entrate”, sottolineano i funzionari del Dipartimento. Una decisione che ha lasciato sconcertati i difensori del diritto all’aborto. Tuttavia, il Dipartimento non ha ancora fornito indicazioni se ci si dovesse trovar confrontati con un aborto spontaneo durante l’anno fiscale, ma ha affermato che nel corso di quest’anno verranno pubblicate ulteriori indicazioni.

Biden verso secondo ordine esecutivo per proteggere aborto
Stando a quanto riportato dalla Cnn, dal canto suo, il Presidente Joe Biden firmerà oggi un ulteriore ordine esecutivo al fine di garantire l’accesso all’aborto alla luce della decisione della Corte Suprema di eliminare il diritto federale alla procedura. La firma dovrebbe arrivare durante la riunione inaugurale della Task Force on Reproductive Healthcare Access (Task Force sull’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva), istituita di recente dall’amministrazione e composta da rappresentanti di diversi dipartimenti del Governo federale.

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