
Un nuovo gasdotto targato Gazprom, il primo al mondo costruito in alta montagna: è il regalo della Russia all'Ossezia del sud in occasione del primo anniversario del riconoscimento della sua indipendenza, insieme a quella dell'Abkazia, poco dopo la guerra con Tbilisi dell'agosto 2008. Il gasdotto, che trasporterà il metano direttamente dall' Ossezia del nord a quella del sud, è stato inaugurato oggi mentre a Mosca il premier russo Vladimir Putin riceveva il presidente della regione georgiana separatista Edouard Kokoiti. Con lui ha firmato anche un accordo intergovernativo sullo sviluppo sociale ed economico e sulle forze dell'ordine, ma non ha promesso nuovi fondi di fronte ad una ricostruzione che arranca tra corruzione e malversazione. Quest'anno, ha ricordato, la Russia ha stanziato complessivamente 11,3 miliardi di rubli (250 milioni di euro), di cui solo 3,5 sono stati finora spesi. Se non saranno utilizzati, verranno trasferiti nel primo trimestre del 2010 e, se saranno necessari altri fondi, se ne parlerà, ha sottolineato Putin. E' seguita quindi la solita retorica militaresca. Putin ha ammonito che Mosca non consentirà "né vendette né il ripetersi di avventure militari" e ha ribadito la necessità di riconoscere le due regioni secessioniste per difendere i peace-keeper russi. Sulla stessa linea anche il leader del Cremlino Dmitri Medvedev che, da Ulan Bator, ha definito "senza alcun rammarico" il riconoscimento come "necessario", "irreversibile" e "pienamente legittimo da un punto di vista della legge internazionale". L'esempio di Mosca è stato seguito finora solo dal Nicaragua. Nessuno dei Paesi della Comunità di Stati Indipendenti (Csi, nata sulle ceneri dell'Urss, esclusi i baltici) si è accodato al Cremlino. Neppure Minsk: "é una questione che riguarda la leadership bielorussa", ha sottolineato un infastidito Putin, che evidentemente confidava almeno nel Paese legato alla Russia da una Unione. Nel frattempo il capo di Stato maggiore Nikolai Makarov ha annunciato la riduzione dei militari russi da 7200 a 3400 nelle due regioni separatiste. L'anniversario del riconoscimento è stato vissuto sobriamente sia in Ossezia del sud che in Abkhazia, dove è stato proclamato giorno festivo. ATS
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