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Estero
George Bush trascina Jeb, Bill zavorra Hillary
Redazione
11 anni fa

Alla fine i Clinton e i Bush diventano protagonisti della campagna elettorale americana. Ma a far parlare di sé in queste ore più che Hillary e Jeb sono gli ex presidenti Bill Clinton e George W. Bush. Quasi costretti a scendere in campo per rinvigorire l'immagine dei due candidati di famiglia, il cui cammino appare irto di difficoltà e, con le primarie di South Carolina e Nevada alle porte, a un punto di svolta. Ma se George sembra poter davvero galvanizzare la campagna del fratello Jeb fin qui sottotono, Bill rischia di trasformarsi in una 'zavorra' per Hillary, "da arma segreta a scheggia impazzita", come scrive il Financial Times. Insomma, una mina vagante che può recare più danni che benefici alla campagna della ex first lady, come del resto avvenne nel 2008. Nelle ultime settimane l'ex presidente Clinton ha infilato una gaffe dopo l'altra: prima quando ha perso le staffe con un attacco sopra le righe a Bernie Sanders, definito "disonesto" e "sessista"; poi con un affondo nei confronti di Barack Obama, che a suo dire non è un vero "game-changer", un presidente di svolta. Questo proprio mentre Hillary si sforza di presentarsi come l'unica che può prendere in mano l'eredità del primo presidente afroamericano della storia. Insomma, un Bill imprevedibile che spesso prende in contropiede tutti. A partire dalla campagna di Hillary che - stando al Washington Post - si sforza di definire il ruolo dell'ex presidente: non deve essere quello di un "attack dog", un cane da attacco, pronto a sferrare fendenti su questo o quest'altro; ma colui che ha il compito di dare maggiore forza al messaggio di Hillary, di valorizzarne i contenuti. Nel caso di George W. Bush, invece, il ruolo di "attack dog" sembra funzionare. Anche se qui obiettivo degli strali è l'insolente Donald Trump, che più volte ha messo alla berlina Jeb, definendolo debole e senza attributi. "Questi sono tempi duri e capisco che gli americani sono arrabbiati e frustrati, ma nello Studio Ovale non abbiamo bisogno di incendiari, di qualcuno che insulta e che rispecchia e infiamma questa rabbia e questa frustrazione", ha detto l'ex presidente repubblicano, accolto da un'ovazione da parte degli oltre 3.000 fan accorsi a North Charleston, in South Carolina, per assistere al suo ritorno sulla scena politica. Sul palco, insieme all'ex first lady Laura, George W. lancia il fratello: "La presidenza è una cosa seria che richiede giudizio e buone idee. E non c'è dubbio che Jeb ha l'esperienza e il carattere per essere un grande presidente". Parole che sembrano dare a Jeb quella forza che finora gli è mancata. Tanto che Trump non perde tempo e, fiutando il possibile pericolo, va subito al contrattacco deridendo George W. per essere stato il presidente dell'11 settembre e ricordando il tristemente noto "Mission Accomplished", missione compiuta, pronunciato da Bush alla caduta di Saddam Hussein in Iraq.

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