
"Non è stata una fatalità, ma un errore umano" a provocare il crollo del ponte Morandi. Non ha dubbi il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi sulle cause della tragedia di Genova. La procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo e a nemmeno 24 ore di distanza Cozzi ha compiuto un sopralluogo nella zona del ponte, che non è stata sequestrata per consentire l'opera dei soccorritori.
L'indagine si annuncia ad ampio raggio, con verifiche che potrebbero riguardare anche i tiranti del ponte. E presto potrebbe portare all'acquisizione del contratto di servizio che impegna Autostrade alla manutenzione del ponte, oltre che di tutti gli atti necessari presso gli enti e i soggetti interessati. Non sarà l'unica iniziativa per far luce su quanto accaduto. Anche il ministero delle Infrastrutture italiano istituirà una Commissione di inchiesta, come ha annunciato il sottosegretario della Lega Edoardo Rixi, che già venerdì potrebbe recarsi a Genova. Obiettivo, far "verifiche puntuali su tutti i pareri che sono stati dati sull'adeguatezza dei lavori".
"Noi dobbiamo rispondere a una sola domanda: perché è successo? Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario" ha detto Cozzi, spiegando ai giornalisti che l'inchiesta entrerà nel vivo quando sarà terminata la fase di ricerca delle vittime e di eventuali dispersi per "analizzare tutti gli aspetti relativi alla progettazione, realizzazione e manutenzione del ponte". E i primi passi "serviranno per ricostruire tutte le opere che erano in esecuzione dal punto di vista della manutenzione”.
Revoca delle concessione per Autostrade per l’Italia
Nel frattempo è partito l'iter per la revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia, che tra l'altro rischia multe fino a 150 milioni di euro. "Avvieremo la procedura per la revoca senza attendere le risultanze in sede penale", ha annunciato il premier italiano Giuseppe Conte. Poche ore prima, a puntare il dito erano stati il ministro delle Infrastrutture Toninelli e i vice premier Di Maio, che hanno chiesto le dimissioni dei vertici della società, e il ministro dell'Interno Salvini.
"I responsabili hanno un nome e cognome e sono Autostrade per l'Italia", dice Di Maio. "Se non sono capaci di gestire le nostre autostrade, lo farà lo Stato", aggiunge Toninelli. La società - che ha chiuso il 2017 con ricavi operativi per quasi 4 miliardi, un utile d'esercizio di 1,042 miliardi e investimenti operativi per 556 milioni - si difende: "Investiamo oltre un miliardo in sicurezza e manutenzione". E il viadotto "era monitorato dalla Direzione di Tronco di Genova (che fa parte di Autostrade, ndr) con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive mediante apparecchiature altamente specialistiche", anche attraverso "società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni": l'esito ha sempre fornito "adeguate rassicurazioni".
"Autostrade è stata coperta da governi precedenti", rilanciano Di Maio e Movimento 5 Stelle. Proprio i Cinquestelle, in testa l'attuale sottosegretario al Mise, Cioffi, presentò a dicembre un esposto all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla concessione ad Autostrade e l'ipotesi che con un meccanismo di "supervalutazione" autostrade "gonfi" i pedaggi. Anac ha avviato verifiche e attende informazioni dal ministero delle Infrastrutture italiano. L'intera vicenda ha pesanti le ripercussioni per Atlantia, la società dei Benetton che detiene Autostrade: bond ai minimi storici.
La risposta di Autostrade
"Autostrade per l'Italia si dichiara fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell'ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi". Lo si legge in una nota, che precisa: "la fiducia si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali".
"Non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo", aggiunge Autostrade per l'Italia, che starebbe "lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree".
Nella nota Autostrade per l'Italia fa sapere che "continuerà a collaborare con le istituzioni locali per ridurre il più possibile i disagi causati dal crollo".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

